Napoli: rischio flop per le Universiadi

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Universiadi 2019

Abrogato il comitato direttivo e il presidente, tutti i poteri affidati al Direttore generale: l’Aru, l’agenzia regionale per le Universiadi, cambia volto e diventa uno strumento a disposizione del commissario nominato dal Governo. C’è un problema: come denunciato da Vincenzo De Luca venerdì scorso il prefetto Luisa Latella non è ancora operativo perché manca la registrazione da parte della Corte dei Conti. Così, invece di rapidizzare il percorso per arrivare a Napoli 2019 si è finiti nello stallo totale.

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La delibera della Giunta regionale è arrivata a febbraio. Cambiando in modo radicale il volto dell’Aru. L’agenzia che dovrebbe essere il braccio operativo per la realizzazione delle Universiadi viene, di fatto, decapitata: abrogato il comitato direttivo composto da Raimondo Pasquino, che nella struttura svolgeva le funzioni di presidente (a titolo gratuito, come gli altri membri del comitato) insieme con Almerina Bove, vicecapo di gabinetto della Giunta regionale, e Cesare Mastrocola, ex presidente del Tar. L’Aru, dopo la nomina del commissario governativo, diventa una «struttura tecnica di supporto» del prefetto Latella. «Il Direttore Generale (Gianluca Basile) ha la rappresentanza legale dell’Agenzia – è scritto nella delibera della Giunta regionale – ed esercita tutti i poteri di direzione e gestione della struttura in coerenza con gli atti e i provvedimenti del Commissario straordinario». È abrogato il Comitato di rappresentanza degli enti locali della Campania, così come il Comitato delle discipline sportive. «Per effetto del subentro del Commissario straordinario nominato in base alla legge 27 dicembre 2017, nelle attività preordinate alla realizzazione delle Universiadi 2019, a far data dall’insediamento del Commissario, l’Agenzia cessa dalle funzioni di comitato organizzatore dell’evento».
Di fatto un passaggio di poteri completo. Che qualche dubbio lo solleva visto che per gli ispettori della Fisu, la Federazione internazionale degli sport universitari, finora l’Aru con la vecchia direzione aveva ben lavorato, come certificato nel sopralluogo a Napoli dello scorso gennaio.
Il problema è che, nel frattempo, il commissario Luisa Latella non è ancora operativo. Lo ha denunciato lo stesso Vincenzo De Luca venerdì scorso sottolineando che «incredibilmente il commissario nominato per accelerare i tempi è da mesi non operativo perché il decreto di nomina del prefetto manca della registrazione della Corte dei Conti. I tempi stanno passando, il tempo sta finendo, bisogna che il Governo si svegli».
In queste condizioni, di fatto, le Universiadi sono in pieno stallo. Sul sito dell’Aru è in bella evidenza il conto alla rovescia per la manifestazione sportiva: 68 settimane, due giorni e spiccioli. Un count down per l’inizio dell’evento fissato a luglio del prossimo anno. In realtà per gli standard internazionali della Fisu tutto dovrebbe essere pronto per la aprile 2019. Manca quindi solo un anno. E desta non poche preoccupazioni il fatto che non c’è chi decide. Oltre al senso di disorganizzazione istituzionale. Perché è evidente che il decreto del Governo è stato fatto senza la dovuta accuratezza se manca di un documento della Corte dei Conti. E forse conveniva, in mancanza della piena operatività del prefetto Latella, lasciare nelle sue funzioni il comitato direttivo dell’Aru in modo da garantire almeno l’amministrazione con i poteri ordinari, aspettando quelli straordinari del commissario. Così l’unico bando che è stato pubblicato dall’agenzia è quello per la scelta della mascotte della 30esima Summer Universiade rivolto agli istituti scolastici di primo e secondo grado della Campania per avvicinare i giovani alla manifestazione che, se continuano i ritardi, rischia di non esserci del tutto.

Fonte: Il Mattino

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