Il punto della situazione – di R. Muni: “Sprint azzurro”

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Troppo presto, probabilmente, era stato dichiarato lo stato di crisi del Napoli, reduce da una settimana poco edificante, conclusasi con l’eliminazione dalla Champions (…e conseguente declassamento in Europa League…) e scivolato al secondo posto in campionato, alle spalle dell’Inter. Con un uno-due da squadra cinica e matura, gli azzurri si sono ripresi la prima posizione di un podio allargato a quattro squadre e conquistato l’accesso ai quarti di finale di coppa Italia. Molte le indicazioni positive che possiamo trarre dalle partite di Torino, sponda granata e con l’Udinese.Koulibaly, Torino-Napoli La prima, è che la squadra è tornata a segnare e vincere, con o senza gli estetismi propri del sarrismo. E’ bastata mezz’ora di grande calcio, per mettere tre gol di distanza con il Torino ed assicurarsi i tre punti ed il nuovo primato in classifica. Tra questi, il gol del nostro grande capitano, Marek Hamsik, che ha raggiunto la fatidica quota 115 eguagliando il record di segnature in maglia azzurra che apparteneva a Diego Armando Maradona. 25353867_1680204262030916_2413852089694828772_nUn’altra preziosa indicazione, riguarda la capacità di saper gestire energie e avversario, abbassando i ritmi di gioco in alcuni frangenti della partita, costringendo gli avversari a restare ben lontani dalla propria area di rigore. In altri termini, se la difesa è la meno battuta del campionato, gran parte del merito va alla cosiddetta fase difensiva, che coinvolge l’intero undici di Sarri e non solo ad Albiol e Koulibaly che pure stanno disputando una stagione a dir poco egregia. La partita di coppa Italia, con cui gli azzurri si sono sbarazzati dell’Udinese con il minimo sforzo ed un gol di Insigne, ha dato conferme sulle seconde linee, sia in un senso che nell’altro. E’ vero che Sarri sa di poter contare su tutti i suoi elementi a disposizione che, evidentemente, sono qualcuno in più di 12 o 13, ma è altrettanto vero che per vincere occorrono le giocate dei grandi campioni e che, come ammesso dallo stesso tecnico nativo di Bagnoli, è anche normale che ci sia differenza tra questi e le seconde linee. Sebbene sia stato impegnato esclusivamente con l’ordinaria amministrazione, Luigi Sepe ha mostrato sicurezza, carattere e discrete doti con i piedi, tali da poter essere considerato un degno alter ego di Pepe Reina. Sepe - DimaroSi è rivisto in campo Maksimovic ed i suoi enormi progressi fatti in un anno e mezzo di gestione sarrista. Un difensore centrale che ha dato dimostrazione circa la bontà dell’ingente investimento effettuato dal patron De Laurentiis, nell’estate del 2016. Al pari del difensore serbo, anche Rog e Zielinski sono sembrati pronti per poter essere considerati dei comprimari piuttosto che delle semplici riserve. Chi non ha saputo sfruttare la chance offerta dal tecnico di Figline è stato Giaccherini, mai in partita nonostante un avversario tutt’altro che irresistibile. Rog-ZielinskiIl caso, sfortunato per lui, ha voluto che il gol partita, nato da una giocata tra Mertens e Insigne, entrambi subentrati a metà della ripresa, sia scaturito nella sua zona di competenza e messo a segno dal Magnifico, di cui aveva preso il posto nell’undici iniziale. Infine Ounas, che ha persino colpito il palo, è sembrato un diamante ancora grezzo su cui lavorare ma dalle doti tecniche che faranno senz’altro le fortune del Napoli del futuro. Infine Christian Maggio, che ha coronato la sua presenza numero trecento in maglia azzurra con una prestazione di grandissimo livello. Mancano due partite al giro di boa e la squadra azzurra ha tutta l’intenzione di arrivarci da primo della classe. Avere ritrovato il Napoli ed il suo famigerato calcio più bello d’Italia è un punto di partenza fondamentale per avvicinarsi a questo primo obiettivo stagionale, dimenticando velocemente l’esito finale di due stagioni fa. Avanti Napoli, Avanti!!!

 

Factory della Comunicazione

Riccardo Muni

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