Hamsik come Sarri: “Buono il secondo tempo contro la Fiorentina”

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Hamsik proprio non riesce a rialzare la cresta. Prosegue il suo periodo grigio, lo slovacco non riesce più a fare la differenza e invece proprio questo è il momento in cui dovrebbe trascinare il Napoli. Ora che Insigne è fuori (da oggi alla ripresa a Castel Volturno verranno nuovamente monitorate le sue condizioni in vista di Torino) e Mertens e Callejon non sono brillanti tocca al capitano dare la scossa e spingere i compagni, lui che è il più esperto del gruppo, all’undicesimo anno in maglia azzurra.
Gli servirebbe un gol e non solo per agganciare Maradona e il record storico delle 115 reti dell’argentino in maglia azzurra, ma proprio per una scossa al morale: più che mai adesso occorre un suo guizzo per scacciare le negatività e tornare ai livelli dei suoi momenti migliori. Il gol lo ha sfiorato contro la Fiorentina, questione di centimetri, il suo destro è finito sull’esterno della rete. Marek dà la spinta attraverso il suo sito a se stesso e al Napoli. «Il nostro primo tempo non è stato positivo ma nella ripresa le cose sono cambiate. Credo che ci sia stato un pizzico di sfortuna, ma gare come questa possono capitare nel corso di una stagione. Adesso pensiamo già alla prossima partita, siamo una squadra forte che tornerà presto a vincere. Magari già a Torino».
Gira a marce basse lo slovacco. Al centro del gioco c’è sempre, tocca innumerevoli palloni, garantisce equilibrio, ma non gli riesce la giocata a effetto, il cambio di passo, il numero a effetto. Hamsik si è appiattito e va avanti così già da diverse partite, Sarri non lo ha mai fermato, sempre in campo, sempre da titolare. Ventiquattro presenze (16 in campionato e 8 in Champions League, comprese le due nel preliminare contro il Nizza) e solo una rete. Mai con una media così bassa, lui che proprio della capacità d’inserirsi e di fare gol ne ha fatto una delle qualità principali e che proprio con Sarri l’anno scorso ha vissuto la stagione migliore della carriera, anche in termini realizzativi con 15 reti tra campionato e coppe. Quest’anno invece si è bloccato, il record di Diego è diventato una specie di maledizione, anche se Marek ha già spiegato di non pensarci.
Giù di corda, più da un punto di vista mentale che fisico visto che i parametri atletici sono in linea con le sue prestazioni standard: eppure Sarri gli ha sempre assicurato il massimo sostegno anche pubblicamente, oltre che nelle scelte confermandogli sempre una maglia da titolare. Probabilmente, invece, sarebbe stato meglio in qualche occasione fargli staccare la spina per farlo rifiatare e invece il tecnico lo ha sempre riproposto perché lo considera indispensabile per l’equilibrio della squadra alternando invece tutti gli altri centrocampisti. Ma anche contro la Fiorentina lo slovacco non ha lasciato il segno e l’uomo assist è diventato Allan che si è sostituito a lui regalando due passaggi invitantissimi, il primo a Zielinski e il secondo a Mertens, entrambi non sfruttati al meglio però dai compagni.
Mai messo in dubbio da Sarri e sarà così anche a Torino, soprattutto se dovesse mancare ancora Insigne perché il tecnico potrebbe riproporre Zielinski nel tridente d’attacco. Hamsik è troppo importante per il Napoli e ancora di più in questa fase che altri uomini chiave sono lontani dalla migliore condizione. Contro il Torino l’ennesima prova d’appello, l’ennesima occasione per rilanciare se stesso e il Napoli.

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Fonte: Il Mattino

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