I sorrisi, l’abbraccio dei tifosi, la festa postecipata per i suoi 35 anni. Pepe Reina, si è riappropriato della «normalità». Una normalità che vede domani la ripresa del campionato e all’orizzonte un tour de force nel quale tuffarsi. La vigilia di Bologna-Napoli, qualcosa di “normale” come normale è stato farsi travolgere da una festa a sorpresa, godersi una serata in famiglia, tra amici e compagni di squadra.
Il Psg c’è stato, era presente – a fine mercato – con un’offerta che ha autorizzato una semplice riflessione, seppur breve. Ma è stato un istante di lecita curiosità, durato appena pochi giorni, ma nessuno, in realtà, aveva intenzione di consegnare a qualcun altro la porta del Napoli e ogni sua prestigiosa responsabilità. Perchè Reina è un leader riconosciuto, perché ha una personalità che coinvolge, perché ha l’esperienza che guida e le qualità – non solo tecniche – che occorrono. Domani si tornerà al Dall’Ara, che è uno stadio in cui l’azzurro s’intrufola con facilità. Quella dello scorsoanno fu una partita memorabile e Reina, che quando non para si cimenta a far altro, contribuì al diluvio di gol con rinvii da centrocampista (non solo con i piedi) che innescarono gli esterni. Da un suo lancio, a esempio, Zielinski fu invitato all’assist per Insigne: tre passaggi per azzannare il campo, e poi il gol. E’ uno dei segreti di questa squadra dalle mille combinazioni di bellezza nella quale continuerà a riconoscersi il contagioso sorriso di Pepe.
