CALCIO FEMMINILE – Rita Guarino: “La Juventus punta ai vertici della classifica”

L'ex c.t. dell'Italia Under 17 non nasconde le proprie ambizioni

0

Dopo i tanti ed importanti colpi di mercato messi a segno dalla società, oggi, alle 12.30, al Media Center di Vinovo, la Juventus Women sarà ufficialmente presentata in conferenza stampa, alla presenza di Stefano Braghin, Head of Academy & Women Football, e Rita Guarino, allenatrice della Prima squadra. Tuttojuve.com segue l’evento in diretta:

 

Factory della Comunicazione

BRAGHIN: “Buongiorno, grazie a tutti. E’ un piacere essere qui per annunciare una novità importante nelle nostre attività. Infatti, con oggi presentiamo la nascita di un nuovo progetto molto importante per quella che è la storia sportiva della nostra società, in quanto dal prossimo campionato, dal mese di settembre, nella Serie A femminile militerà anche la squadra della Juventus. Quindi è la prima squadra femminile nella storia di questo club che parteciperà a una competizione ufficiale. Questo è un passo assolutamente importante che nasce da un’intuizione, dalla sensazione del nostro board che il calcio femminile sta diventando e diventerà sempre di più un’attività cruciale nel panorama del calcio mondiale, sia a livello istituzionale, sia a livello federale, sia a livello di attenzione dei media e del pubblico. Il calcio femminile in questo momento è uscito dalla nicchia dalla quale probabilmente era rimasto anche per troppo tempo. E nella percezione di tutti è diventata un’attivata assolutamente pari per diritti e per esposizione a quella maschile e come tale la Juventus non si è fatta trovare impreparata a questo scenario futuro che andrà delineandosi nelle prossime stagioni. Abbiamo quindi iniziato già da questa stagione con questa squadra. In realtà noi ci siamo avvicinati al calcio femminile già da due anni, questa sarà la terza stagione con il settore giovanile, da tre anni con questa stagione inclusa ci sono delle squadre giovanili che giocano in Juventus nei campionati e nei tornei internazionali. Siamo arrivati ad avere con quest’anno 108 bambini in otto categorie diverse, quindi un vero e proprio settore giovanile a cui mancava il cappello, la parte più importante, più visibile, lo sbocco naturale, la Prima Squadra, quindi abbiamo colmato questa necessità di chiudere idealmente la filiera delle squadre in modo che le nostre bambine quando a 8-9 anni vivono il sogno della maglia bianconera possano coltivarlo idealmente fino a una Prima Squadra nella quale possano diventare delle giocatrici importanti. Idealmente quindi abbiamo compiuto un percorso di proposta sportiva alle bambine che già giocano da noi, che sono molte, sono brave: come sapete, il gruppo 2004 ha vinto una sorta di campionato italiano e a fine mese saranno a New York a rappresentare l’Italia nella finale Mondiale. Le nostre 2003, notizia recente, grazie allo scouting di Luigi Milani, che è diventato espertissimo di calcio femminile, abbiamo 5-6 ragazze che fanno parte integrante del gruppo della Nazionale. Ora si completa una filiera, come è giusto che sia, per una società del nostro livello. I nostri competitors europei già sono molto attivi nel calcio femminile, ci sono delle sezioni che stiamo scoprendo in questi giorni molto avanti, quindi è giusto e doveroso che anche Juventus sia presente in questo momento di sviluppo di una nuova attività. Il primo passo che abbiamo fatto entrando in questo mondo, con l’umiltà dei neofiti, ma con la consapevolezza dei mezzi che abbiamo a disposizione per fare bene, era la scelta dell’allenatore. La riflessione che abbiamo fatto con il direttore Marotta e che in realtà, al di là della valutazione se dovesse un uomo o una donna, che è piuttosto limitativa, il nostro principio era quello di trovare un allenatore bravo. Gli allenatori si dividono sostanzialmente in due categorie, i bravi e i meno bravi. Accanto ad un allenatore bravo servivano delle competenze specifiche, perchè naturalmente il mondo è nuovo per tutti. Abbiamo pensato che l’allenatore che abbiamo scelto fosse un bravo allenatore con delle grosse competenze specifiche nate soprattutto dalla sua storia, dalla sua esperienza, sia in campo che fuori. Così la prima chiamata, che è subito andata a buon fine, è stata fatta a Rita Guarino che è alla mia sinistra, l’allenatore della Prima Squadra, a cui cedo volentieri la parola per un’introduzione”.  

GUARINO: “Grazie. Naturalmente i ringraziamenti vanno estesi alla società, perchè ha creduto in me e io sono fiera e orgogliosa di far parte di questo nuovo progetto. Una società che finalmente potrà dare visibilità e lustro al calcio femminile, perchè è una società che crede fortemente nel calcio femminile. Lo sta dimostrando allestendo comunque sin dall’inizio un’ottima rosa. Mi ha messo a disposizione a disposizione sicuramente delle giocatrici di esperienza e altre giovani talentuose. Sta dimostrando che vuole entrare nel calcio femminile in modo attivo, partecipe, sviluppando in breve tempo progetti di portata anche più grande. Quindi è per me motivo di orgoglio. Calco i campi da 30 anni e ho sempre vissuto nella speranze che questo giorno arrivasse e che una società così importante potesse guardare al futuro in maniera anche più rosea, riferito alle donne naturalmente. Sono davvero contenta e felice di far parte di questo nuovo progetto”.

BRAGHIN: “In termini di costruzione del progetto, questo progetto nasce da un’esigenza che è quella di completare la filiera e la proposta calcistica alle ragazze che hanno già scelto e sono state scelte da Juventus, per un’esigenza più sportiva che è quella di compiere un percorso fino in fondo, unita a un’intuizione e a una valutazione strategica dell’importanza del calcio femminile, della crescita che avrà sotto vari profili, sportivi, commerciali e anche istituzionali. Naturalmente tutto ciò è stato tradotto nella pratica attraverso l’opportunità che mi è stata data dalla Federazione per le società professionistiche delle società di Serie A e B, di acquisire sotto varie forme il titolo sportivo  che è una cosa di cui hanno usufruito altre società di Serie A in passato, quindi è nella normativa, non è stato fatto nessuna forzatura in questo senso. Approfittando di questa normativa pensata a suo tempo dalla Figc per favorire la crescita del movimento, nel momento in cui il Cuneo Calcio ha fatto la scelta di non proseguire la propria attività di Prima Squadra – continuerà con il Settore Giovanile e probabilmente collaboreremo anche, perchè il tutto è stato fatto in piena armonia -, l’abbiamo colta e parteciperemo quindi alla Serie A con l titolo sportivo del Cuneo, in piena autonomia. Ognuno farà il suo cammino, come è stato scelto, e anche con i nostri buoni auspici, abbiamo pensato di fare anche una delle nostre  partite nel campo di Cuneo, proprio per dare una testimonianza di continuità e di amicizia alla società. Dal punto di vista della costruzione della rosa, siamo partiti 4-5 settimane fa. Però l’appeal della nostra società sicuramente molto alto, la serietà del progetto altrettanto. Il calcio femminile è ancora alla ricerca di strutture per allenarsi in un certo modo, qui l’ha trovato, sia in termini di strutture, di competenze che di mezzi per poter svolgere la propria attività, quindi abbiamo puntato dei profili nazionali di un certo livello, delle ragazze della Nazionale, e quelle che non lo sono, sono comunque dei profili importanti della nostra nazione. Poi abbiamo dato un’occhiata all’estero per colmare quelle mancanze tecniche, di caratteristiche di calciatrici che ci servivano, quindi sono arrivate due ragazze, una dalla Finlandia, una dalla Norvegia e ragionevolmente potremo ancora attingere al mercato  estero, ci sono un paio di profili su cui stiamo lavorando. Dal punto di vista anagrafico, insieme all’allenatrice che comunque viene dalla Federazione, dalla Nazionale, quindi conosceva molto bene il tessuto giovanile italiano, abbiamo fatto anche una scelta di puntare su una squadra sufficientemente esperta che avesse profili molto interessanti. Ci sono quindi sei ragazze Under 20, cinque adesso stanno partecipando all’Europeo Under 19. Quindi abbiamo cercato di fare delle scelte di prospettiva, non solo funzionali al risultato immediato, visto che si parla di strategia e di progetto a lungo termine, era giusto attingere a profili che ci garantissero anche una prospettiva”.
Quali sono gli obiettivi che vi ponete per il prossimo anno?
GUARINO:
 “Innanzitutto il primo obittivo è quello di rendere la squadra…. (pausa, ndr) di renderla squadra. Quindi non è soltanto un insieme di persone che fanno parte di un gruppo, ma bisogna amalgamare bene l varie giocatrici per farle diventare una squadra. Questo è il primo obiettivo e il compito più difficile visto che la rosa è stata appena allestita. Naturalmente l’obiettivo è quello di fare bene, di puntare ai vertici alti della classifica, questo è indubbiamente un obiettivo a cui la società mira e che noi siamo motivati a raggiungere”. 

Che tipo di preparazione farete da oggi?
GUARINO:
 “Oggi sicuramente è un punto di partenza, partiremo in maniera molto leggera. Domani le ragazze effettueranno tutti i vari test, quindi saranno occupate per tutta la giornata. Sabato poi partiremo per il ritiro in Valle d’Aosta, ad Aymavilles. Sarà una settimana di studio, di conoscenza, sicuramente anche di ripresa ad attività in maniera assolutamente tranquilla perchè abbiamo abbastanza tempo per poter prepararle al meglio, prima dell’inizio del campionato”.

Come si può affiancare il ruolo di responsabile, di direttore sportivo della sezione femminile, con il ruolo di direttore del settore giovanile? Quali possono essere i punti di incontro dal punto di vista dell’utilizzo delle strutture e delle metodologie?
BRAGHIN: “Sicuramente il fatto di avere un settore giovanile così attrezzato, così ricco di competenze e di strumenti, è un valore aggiunto anche per la sezione femminile di cui non potrà far altro che beneficiare. Una parte dello staff di Rita Guarino è composto da persone che si sono formate nel nostro Settore Giovanile maschile, quindi le sinergie sono molte, il fatto di lavorare per molti anni su profili e competenze interessanti, a livello di settore giovanile maschile, ci permetterà di alzare la qualità nel  lavoro del femminile. Dal punto di vista del conciliare i ruoli, è una sfida in più che si raccoglie volentieri, che permette di ampliare dal punto di vista professionale tutte le competenze e le conoscenze, quindi è una cosa che si fa volentieri, si troverà il modo di conciliare al meglio. Anche se l’obiettivo che io mi vorrei porre, è che alla fine la Juventus sia una sola, non sia maschile e femminile, l’Under 15… ma sia la Juventus e che i tifosi juventini si innamorino di questa squadra femminile come si sono innamorati di tutte le altre squadre, perchè siamo tutti una famiglia”.

Il calcio femminile in Italia ha ancora il marchio dei dilettanti. La Juventus è una società professionistica. Questo può aiutare il calcio femminile ad uscire da una visione dilettantistica e portarlo in ambito europeo al campo del professionismo? Quali sono i margini di crescita di questo movimento da qui ai prossimi cinque anni?
BRAGHIN:
 “Ha toccato un punto cruciale del tema, nel senso che la convinvenza del professionismo con l’anima dilettantistica è sicuramente un tema delicato. In questo momento, a tutti i livelli, andrà sviscerato, anche solo per armonizzare le normative, per armonizzare l’organizzazione e la struttura dei campionati. L’ingresso di Juventus e delle altre società professionistiche, credo possa essere assolutamente propedeutico alla crescita del movimento. L’importante è che anche da parte di noi società professionistiche si riesca a fare sistema, quindi riuscire a portare avanti le istanze insieme,  dall’altra che il mondo dilettantistico che ci accoglie ci veda come un’opportunità e non come un problema, quindi come un’opportunità per tutti di crescita. Per quanto riguarda i margini credo siano immensi, perchè il numero di tesserate è ancora molto basso, il numero di bambine appassionate invece è molto alto, quindi una delle sfide sarà quella di chiudere questa forbice in modo che tante delle bambine appassionate siano anche delle bambine praticanti, e con i numeri il movimento possa crescere”.

Qual è il budget in rapporto a quello degli altri club di Serie A?
BRAGHIN: 
“Non conosco quello degli altri, posso dirle che il nostro è adeguato per raggiungere obiettivi importanti, sia a livello nazionale, sia in prospettiva, auspichiamo una qualificazione alle competizioni internazionali l’anno prossimo”.

Mister, ci vuole presentare le giocatrici della sua squadra? Quali sono i motivi per vedere la Juventus Femminile?
GUARINO
: “I motivi sono tanti, perchè il calcio femminile può offrire spettacolo, può essere un calcio divertente, ancor più quando riesce a mettere insieme diverse giocatrici di esperienza come stiamo facendo noi, giocatrici anche di assoluto spessore non solo tecnico. Ciò che si apprezza nel calcio femminile non è soltanto un aspetto tecnico, ma è anche quello che c’è dietro. Quindi il fatto che una giocatrice non molli mai, che una giocatrice sia determinata a raggiungere i propri obiettivi, in maniera passionevole. Questo fa innamorare chi va a vedere le partite, perchè s’innamora di questi aspetti, di quanto cuore, passione e coraggio si mette in campo.  Ci sono diverse giocatrici di esperienza che già conosciamo nel panorama della Nazionale italiana, quindi nomi abbastanza conosciuti che si faranno apprezzare. Ma ce ne sono altrettante come le due citate giocatrici straniere, come le giovani ragazze che presto si aggregheranno alla rosa. Sono tutti nomi abbastanza importanti e giocatrici assolutamente valide. Varrà la pena venire a vederla”.

Quale sarà la Juventus della Guarino. Quale tattica adotterai? Cosa vorresti rubare ad Allegri?
GUARINO:
 “Ad Allegri vorrei rubare un paio di giocatori (sorride, ndr). Questa settimana soprattutto e quelle che seguiranno, serviranno tantissimo per conoscere ancora nel dettaglio le giocatrici. Questo ci consentirà di formulare, in base anche alle loro caratteristiche, quello che sarà il sistema migliore da adottare e anche in base alle squadre che affronteremo. A me piace un calcio veloce, tecnico, votato all’attacco. Questo è quello che vorremmo prefiggerci, poi chiaramente non ci siamo solo noi in campo, ci sono anche le avversarie. Vedremo”. 

Direttore, ha detto che servono ancora un paio di acquisti. In quali ruoli?
BRAGHIN
: “Il reparto offensivo numericamente è un po’ corto, quindi probabilmente ci saranno degli inserimenti dalla metà campo in su”.

Secondo lei altre squadre di Serie A in futuro seguiranno l’esempio della Juventus?
BRAGHIN:
 “Non ho contezza di questa cosa per certo, sicuramente a maggio, nei vari incontri che facciamo con le altre società, su altri temi, la curiosità è molta, quindi dal tenore di domande che riceviamo ho la sensazione che si stiano preparando altre società a questo tipo di passo”.

Chi sarà il suo numero 10?
GUARINO:
 “Non si sa se ci sarà un numero 10. Mi riservo ancora di comunicarlo perchè non è detto che ci sarà al momento un numero dieci, aspetteremo di capire”.

Qual è il suo credo calcistico? Un obiettivo o un credo calcistico che vorrebbe imprimere e insegnare alle sue giocatrici?
GUARINO:
 “Per me il principio numero uno è il lavoro, nel raggungere i propri obiettivi, a qualsiasi livello, è richiesto lavoro, sacrificio, determinazione e durezza mentale, questi sono i miei principi, su cui ho sempre basato la mia carriera, prima di calciatrice, poi da allenatrice, quello di non mollare mai nemmeno alle difficoltà ch sembrano più ardue. Essere caparbi nell’andare avanti e nel lavorare. Mai piangersi addosso perchè nel calcio femminile purtroppo ci si è sempre pianti un po’ addosso, sperando che cambiasse qualcosa all’improvviso ma senza mai tentare di fare le cose in maniera determinata. Io non mi sono mai pianta addosso, ho sempre percorso il mio cammino con la determinazione e con la passione che ho. Il lavoro credo sia il valore più importante”.

Quali sono le differenze tra la Juventus e le società all’estero già rodate. C’è un modello di riferimento a cui aspira la Juventus?
BRAGHIN: “La più grande differenza con le società straniere è il tempo, cioè lavorano da molto più tempo su questo progetto, quindi naturalmente soprattutto a livello di formazione, non solo delle calciatrici, ma di tutti i tecnici e dell’indotto che lavora attorno al femminile, essendo partiti molto prima, sono molto più preparati. Quindi credo sia sostanzialmente una questione di strutture e di organizzazione. Noi come Juventus, il fatto di poter contare su organizzazione e strutture così importanti, ci permette magari di poter colmare quel gap in meno tempo possibile. Il modello in realtà… come sempre Juventus è abituata ad essere un modello che non a prendere dei modelli, per cui tra i nostri compiti c’è anche quello di provare a diventare un modello per quelle società che vogliono crescere in fretta”. 

Abbiamo assistito ad un Europeo  con molte sorprese. L’Italia ha raggiunto un buon risultato contro la Svezia, mentre ha faticato con la Russia. A che punto siamo nello sviluppo? Questa è la strada giusta intrapresa dalla Figc?
GUARINO:
 “Naturalmente la Federazione ha iniziato a imprimere un cambiamento importante per il calcio femminile, perchè non ha tirato fuori dal cilindro solo un progetto ma l’ha messo sul campo. Non è rimasto nei cassetti. Il fatto di dare più possibilità alle bambine di poter coltivare questa passione, mi riferisco all’obbligo delle società professionistiche di tesserare ogni anno 20 giocatrici Under 12, questo darà sicuramente impulso e visibilità a tutto il movimento. Però ci vorranno degli anni prima che questo possa colmare il gap che c’è con le altre nazioni. Per quanto riguarda l’Europeo abbiamo dimostrato che le giocatrici in Italia ci sono e sono anche brave. E’ chiaro che ogni partita è una partita sé, quindi dipende da determinate circostanze, da un avversario, da uno stato di forma non solo fisico  ma anche mentale. Sicuramente come Nazionale abbiamo fatto vedere delle cose importanti. Questo lascia aperta una finestra ad un futuro che si prospetta imminente, alla nostra Nazionale: la prospettiva del raggiungimento della qualificazione al Mondiale, che manca all’Italia da 20 anni”. 

Lo Scudetto è già un obiettivo conseguibile? Quali possono essere le avversarie?
GUARINO:
 “Non lo so sinceramente se sia conseguibile. Partiamo naturalmente dalla Fiorentina che è Campione d’Italia, che ha dimostrato di meritare questa vittoria offrendo anche un bel gioco, quindi è una squadra composta da un ottimo organico. Il Brescia è una squadra che ha perso diverse giocatrici, molte delle quali fanno parte adesso della Juventus, ma è altrettanto  vero che si è mosso benissimo sul mercato, soprattutto quello estero, quindi partirà ai nastri con una squadra competitiva. Non dimentichiamoci che le due società citate faranno parte a ottobre della Champions League, quindi dovranno essere attrezzate per affrontare subito questa competizione importante. Loro sicuramente partono avvantaggiate per esperienza e per consolidamento negli anni. Noi dovremo cercare di competere con loro. Non tralascerei anche tutte le altre, perchè quest’anno sarà un bel campionato, competitivo. Anche altre società si sono ben attrezzate, hanno fatto molti rinforzi, per cui sarà un campionato divertente. Molte squadre potranno assaporare la fuga di queste tre – mettendo anche noi dentro – che potrebbero avere qualcosa in più”.

Il ritorno a Torino di Bonansea e Rosucci è anche un bel messaggio lanciato agli appassionati torinesi. Belle ragazze, molto attive anche sui social, quindi persone che possono coinvolgere il movimento…
BRAGHIN: 
“Sì, la priorità è che lo coinvolgano con l’esempio sul campo, con il risultato sportivo, che è quello che a noi sta più a cuore. Ci sono poi molti canali per poter fidelizzare i propri tifosi, ma siamo abbastanza focalizzati sull’aspetto sportivo. ‘ importante che siano ragazze di Torino, non solo loro, anche Salvai e altre, perchè creano sicuramente una base importante di appartenenza alla città nella quale giocano. Fanno parte tutte di un medesimo gruppo quindi sono già affiatate a livello di relazioni tra di loro, quindi questo ci aiuterà sicuramente”.

Da torinese e da juventina, cosa significa essere tornata a lavorare qui? Quale sensibilità c’è a Torino nei confronti del calcio femminile?
GUARINO:
 “Io sono torinese, juventina, la Juventus che non era la Juventus Football Club, ma era la Juventus Femminile, è stata la mia prima squadra con la quale ho calcato i primi campi. Quindi per me è motivo di grandissimo orgoglio essere qua e ne sono strafelice. Torino è una città un po’ particolare per quanto riguarda il calcio femminile, l’ultima volta che io ho vestito la maglia bianconera è stato l’ultimo anno di Serie A, parliamo del 91-92, l’ultima stagione in cui una squadra bianconera ha partecipato a un campionato di Serie A. Negli anni il Torino ha creato parecchio appeal sulla città, ma è da parecchio tempo che gli appassionati di calcio femminile su Torino non riescono a vedere una squadra competitiva e di vertice che possa dare più visibilità possibile alla nostra società, quindi penso che un altro degli obiettivi più importanti sia proprio questo: essere noi portabandiera della città, essere noi ad avvicinare sempre più tifosi e appassionati di questo sport. Il mio pensiero va soprattutto ai numerosi tifosi juventini che sicuramente apprezzeranno e si faranno sentire anche seguendo la squadra femminile”.

La Redazione

Potrebbe piacerti anche
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.