Il Mattino – La pace per vincere. Sarri: «Resto volentieri se De Laurentiis è contento»
Il tecnico toscano sicuro e convinto:«Se resto? Al momento non c’è niente che lasci pensare al contrario. Ho un contratto di tre anni e se il presidente è contento rimango volentieri, se il presidente non è contento gli rassegno le dimissioni». Maurizio Sarri, bel oltre il 95′ dell’estenuante via crucis delle interviste post-partita, quindi quasi a ridosso della mezzanotte, ha lasciato un segnale chiaro sul suo futuro: vuole il Napoli, vuole portare avanti il progetto, sogna di poter vincere qualcosa di importante qui perché «farlo a Napoli è diverso che farlo altrove». Per carità, ogni volta Sarri parla diffusamente del futuro al Napoli, evidenzia che il gap dalle grandi d’Europa c’è ma è colmabile, che ci sono anche i margini di crescita («Almeno un 30 per cento»), che c’è bisogno di aumentare la personalità e il cinismo della squadra e così via dicendo. Insomma, pare pienamente calato nella realtà azzurra e napoletana.
Il suo è solo un messaggio di distensione totale: se non è contento, il patron, lo dica e me ne vado senza la necessità di invocare penali o clausole contenute all’interno del contratto. D’altronde, è lapalissiano: i matrimoni si fanno in due e vanno avanti sempre con la volontà di entrambi. E in piena soddisfazione della coppia. E il suo «sì» c’è ancora. O almeno lui così lascia trasparire. «Non c’è nulla che lasci pensare che io possa andare via a fine anno». Ecco, dunque, che dal valzer delle panchine Sarri si tira platealmente fuori: perché al contrario di Spalletti, per esempio, l’allenatore di Figline non pone «conditio sine qua non» per restare in azzurro. Non dice nulla sul piazzamento finale, non vincola la sua permanenza al ritorno in Champions o alla vittoria della Coppa Italia. Pone solo una condizione: resto se il presidente è contento, altrimenti la società faccia conto che non ci sia un triennale perché non costringo nessuno a tenermi controvoglia.
Nel dire tutto ciò, ai microfoni della Rai, Sarri sembra ombroso. Lo sguardo è cupo ma solo perché il pari con la Juve gli brucia ancora tanto. E lo ha continuato ad ardere per tutta la giornata di ieri: aveva previsto di rivedersi il Giro delle Fiandre (il ciclismo è la sua grande passione) ma ha cambiato programma perché si è concentrato solo sui replay con la Juventus. Il clima con De Laurentiis non è da amici per la pelle, ma è evidente che – nonostante non ci siano esplicite dichiarazioni d’amore del presidente – il numero uno azzurro intende andare avanti con Sarri sulla panchina del Napoli. «L’ho visto molto contento e sorridente dopo la partita con la Juventus», racconta Sarri.
Certo, c’è quel «se il presidente è contento» è un modo per non chiudere la porta in faccia ad altri scenari. Un maniera garbata per lasciare aperto uno spiraglio, uno 0,1 per cento, sul cui effettivo peso difficile che si possano scatenare le dispute. Ovvio, un po’ lascia perplessi Sarri: quando uno ha un contratto lungo tre anni, firmato appena 10 mesi fa, dovrebbe dire che resta a prescindere da qualsiasi cosa. Comprese le esternazioni del presidente. Probabilmente hanno ancora un peso sul suo stato d’animo le frasi pronunciate al Bernabeu. Ma su cui De Laurentiis, a modo suo, ha già messo una pietra sopra.
Dunque, Sarri non dà una certezza assoluta: vai a capire perché. Ma al Napoli hanno preso bene questa dichiarazione che allontanano i prevedibili rumors di primavera: da qualche giorno è qui anche il suo procuratore, Alessandro Pellegrini, arrivato a Napoli sabato e che resterà al fianco del suo allenatore fino a giovedì.
Fonte: Il Mattino
