Se dici Diego Armando Maradona, pensi al Napoli, anzi alla città di Napoli e allo stesso modo se pensi alla città del Vesuvio, non puoi che accostarla al “Pibe de Oro” che qui ha scritto la storia. Questo è stato sempre un amore troppo grande e un legame troppo forte per interrompersi.
Ancora oggi per le vie di Napoli si vivono i vecchi ricordi che vanno dal 1984, quando arrivò in città Diego, fino alla sua ultima partita in maglia azzurra, con in mezzo i due Scudetti, Coppa Uefa, Coppa Italia e Supercoppa Italiana.
Maradona a Napoli non è stato solo un calciatore, tra l’altro al di sopra di tutti gli altri, ma è stato un leader, un capo popolo. Ha dato speranza a una città intera attraverso il calcio con le sue magie. Ma la vera grandezza di questo fuoriclasse, forse meglio definirlo genio, è stata l’umiltà. Una caratteristica confermata da chiunque avesse giocato con lui, che lo ha fatto diventare ancor più grande di quanto già lo fosse. Non ha mai fatto pesare di essere il più grande di tutti ai suoi compagni di squadra e questo ha contribuito di arrivare ad ottenere grandi traguardi che la città partenopea aspettava e si meritava sin dalla nascita del club.
E’ inutile negare che ancora oggi, a distanza ormai di 30 anni, “Il Pibe de oro” è sempre il giocatore più rappresentativo del club, oggi guidato da De Laurentiis, anche perchè un altro Maradona non esiste e forse mai esisterà. Il sogno di tutti è sicuramente di vedere un giorno, neanche troppo lontano, Maradona occupare una figura dirigenziale nel Napoli proprio dell’attuale Presidente. Si sa, i due hanno caratteri forti e idee contrastanti, dimostrandolo anche attraverso TV e stampa. Hanno sicuramente in comune però il progetto di far diventare ancor più grande questa Società che per tanti anni è stata dietro alle milanesi e alla Juventus e oggi vuole iniziare ad essere la protagonista del campionato italiano portando a casa trofei importanti.
A cura di Michele Landolfi


