Sos sosta. L’ultima fu ad Udine e fu devastante: il Napoli si ritrovò orfano di Higuain e con il morale sotto i piedi. Lo stop rappresenta un’insidia sempre presente negli ultimi anni con otto sconfitte negli ultimi sette anni. Visto il numero cospicuo di nazionali, bisogna affrontare spostamenti aerei, cambi di preparazione, clima e alimentazione, oltre a monitorare il minutaggio relativo alle partite. In vista di Palermo “gli europei” del Napoli avranno la possibilità di allenarsi insieme due volte con il resto dei compagni, mentre “gli africani”sono rientrati a inizio settimana. Gli azzurri dopo la trasferta in Sicilia, saranno impegnati tutto il mese in un tour de force di sei partite in venti giorni. La sosta di settembre fu fatale a Benitez nel suo secondo anno sulla panchina azzurra, l’anno scorso Sarri rischiò grosso ad Empoli, e quest’inizio di stagione è stato più complicato da gestire rispetto a quello dell’anno scorso perché la squadra è stata completata al cento per cento solo a fine agosto. Da ieri Sarri ha per la prima volta tutti a disposizione, eccezion fatta per gli infortunati El Kaddouri e Chiriches, quest’ultimo infortunatosi al ginocchio proprio con la sua nazionale. Il mister azzurro non potrà non tenere conto del minutaggio quando deciderà chi mandare in campo al Barbera. Insigne, eccezion fatta per Udine, ha sempre segnato subito dopo la sosta, ben quattro volte su cinque. Sarri che studia tutto nei particolari, questo dato lo conoscerà certamente. (Il Mattino)
