Juraj Venglos rivela: “Hamsik ha detto no a tutta l’ Europa!”
Juraj Venglos, figlio di Josef, ex ct della Cecoslavacchia e della Slovacchia, nonché manager di Marek Hamsik, è l’uomo che conosce anche i segreti più reconditi della vita e della carriera del capitano del Napoli. Un ex bambino prodigio, dal suo punto di vista, che Venglos ha accompagnato dai primi passi in Slovacchia fino al Mondiale sudafricano del 2010. Passando per lo Slovan, il Brescia e il Napoli: «Il nostro è un legame fortissimo». Già proprio come quello tra Marek e la città che lo ha adottato: «Pur di non lasciare la squadra ha declinato tante proposte molto prestigiose. Più o meno da tutti i campionati top d’Europa».
Beh, qualcosa del genere è venuta fuori anche di recente: i 25 milioni di euro offerti dalla Juve e rifiutati da De Laurentiis un’estate fa, per esempio, e poi anche la storia del Mister-X di Allegri ai tempi del Milan. «Sì, è vero, ma non solo».
A dirla tutta, in Slovacchia anche nel corso dell’ultimo mercato s’è parlato del Real Madrid e del Bayern Monaco. «Non voglio entrare nei dettagli, non mi pare corretto elencare nomi di questa o quella società o svelare situazioni riservate. Mi limito a dire che Hamsik ha ricevuto tante offerte in più, rispetto a quelle che ormai sono considerate di dominio pubblico».
Anche dalla Premier? «Sì. Diciamo che nel corso di questi dieci anni molti grandi club di Premier, Serie A, Liga e Bundesliga si sono interessati a Marek. Lui, però, è ancora al Napoli. E un motivo ci sarà».
Anche più di uno, no? «Non sono certo io a svelare l’amore che lega Marek alla città e alla squadra: è lui stesso ad aver ribadito a più riprese di essere felice a Napoli e di avere questa maglia sulla pelle».
Le soddisfazioni in azzurro non sono mancate e non mancano. «In azzurro ha la possibilità di giocare ad alti livelli in campionato e di disputare la Champions league. Aspetti importanti nella vita di un calciatore».
Questa appena cominciata è la decima stagione di Marek Hamisk con il Napoli: una vita. «Quando è arrivato da queste parti, Marek non aveva neanche compiuto 20 anni: all’epoca, non avrei mai pensato o soltanto immaginato che sarebbe stato così tanto a lungo in questo club».
Tanto a lungo da diventarne un simbolo. «Sì, lo è. Anzi, credo che in tutti questi anni sia diventato uno dei giocatori più importanti della storia del Napoli. Ed è sicuramente un vero orgoglio».
Arrivati a questo punto, e soprattutto dopo l’ultimo rinnovo fino al 2020, il popolo spera di applaudirlo fino alla fine della sua carriera. «Potrebbe essere, ma è difficile dirlo ora. Nel calcio non si sa mai. Soprattutto perché Marek ha 29 anni e credo che possa giocare ad alti livelli fino ai 35. Comunque, penso che il passo d’addio avverrà in Slovacchia».
A suo tempo. Ora c’è una stagione difficile ma stimolante da affrontare: il Napoli è maturo per lo scudetto? «Altra domanda molto complessa: ogni campionato fa storia a sé, e poi è troppo presto per fare pronostici. La Juve è ancora la squadra più attrezzata, però il Napoli è molto forte e ambizioso. Ci rivediamo tra qualche mese».
Zielinski potrebbe diventare l’erede di Marek? «E’ presto per poterlo dire, è ancora giovane, però ha qualità. Vediamo, potrebbe anche accadere».
Fonte: Correre dello Sport
