APPROFONDIMENTO – Non toglieteci HiguaiNapoli!

0

Essere il centravanti più forte al mondo, giocare con la maglia che fu di Dio Diego, avere il dovere di condurre il Napoli nel sorpasso alla Juve. La 9 di Gonzalo Higuain pesa eccome. Pesa quando sbagli il rigore che ti regalerebbe la qualificazione in Champions, diventa un macigno quando devi vincere la Copa America insieme a Messi. E’ il destino riservato a chi ha fatto innamorare di lui la dea del talento e se l’è portato via tutto, il talento. Il Pipita è Napoli: perché ha la stessa nostra follia quando rovescia la palla in rete contro il Frosinone, ne rispecchia la rabbia quando le cose non vanno, è genuino nell’esprimere totalmente tutte le sue abilità tecniche. Socializza subito con le persone, intese qui come i difensori che puntualmente fa impazzire prima di esultare. E’ stilisticamente bello da vedere, come il Vesuvio, Mergellina, i vicoli dei quartieri. Maltrattato dall’opinione pubblica dopo Udine, finendo per ricordare tutte quelle volte che sui giornali ci finiamo per il brutto di questa città. Gonzalo ha la “cazzimma” e lo dimostra ogni volta che c’è da scaraventare violentemente la palla in rete. Pipita canta Napoli, insieme a Napoli. Ripudiato dal Real, ha scelto l’azzurro partenopeo per riscattarsi. Già, il riscatto. Sportivo nel suo caso, sociale nel nostro. E quando qualcuno diventa parte di te non riesci mai ad arrenderti all’idea che possa non esserlo più. Va via? Ci sono club disposti a pagare la clausola? Vuole vincere ma la politica di De Laurentiis non gli offre garanzie? Rifiuta il rinnovo? Interrogativi che ci porteremo dietro probabilmente per tutta la sessione estiva di mercato. Dubbi, paure, psicosi addio. Ma questa è un’altra storia, e non è il tempo della nostalgia.

Factory della Comunicazione

a cura di Francesca Flavio

Potrebbe piacerti anche
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.