Ferlaino e Corbelli, in Cassazione si salvano, ma solo parzialmente

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In merito al verdetto della Corte di Cassazione per alcune operazioni finanziarie legate la Napoli di Corrado Ferlaino e  Giorgio Corbelli, c’è stato un colpo di scena, infatti sono stati i giudici della suprema corte ad accogliere buona parte delle posizioni difensive degli ex patron del Napoli. Più in particolare, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio ad altro processo la condanna legata alla gestione dei locali che il Napoli aveva nel quartiere di Marianella; mentre per quanto riguarda un analogo capo di imputazione legato alla compravendita del centro di Soccavo, i giudici hanno annullato la precedente condanna, disponendo però il rinvio del fascicolo in corte di appello a Napoli: a questo punto saranno i giudici partenopei a valutare le conclusioni di accusa e difesa. Bancarotta fraudolenta è l’accusa mossa dai pm di Napoli, in uno scenario investigativo fondato in gran parte sulle carte contabili della vecchia gestione del club azzurro. Parziale soddisfazione da parte degli imputati, (Ferlaino era difeso dal penalista Sebastiano Giaquinto, Corbelli dall’avvocato Alessandro Mainardi), ovviamente in attesa che i giudici pongano la parola fine sul caso del centro di Soccavo. Nonostante sia molto complessa la vicenda, per cui, secondo l’accusa, la compravendita di questi immobili di Soccavo e Marianella avrebbe portato il Napoli sulla strada del fallimento, Giorgio Corbelli esprime la sua parziale soddisfazione: “Dopo innumerevoli anni siamo arrivati a un risultato favorevole. Ero stato rinviato a giudizio e condannato pur non avendo commesso nulla e infatti la Cassazione stabilisce la correttezza del nostro operato. Si trattava di una condanna inspiegabile perché su undici amministratori, che avevano votato all’unanimità le delibere, erano stati rinviati a giudizio tre di essi e due condannati. Era stata una condanna di facciata, che aveva colpito i più noti, presidente e amministratore delegato del club. Eravamo stati condannati per più capi di imputazione, resta in piedi soltanto quello che riguarda la compravendita del centro sportivo di Soccavo”.

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Fonte Il Mattino

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