Tanti ex azzurri, ma quant’è bella la vecchiaia … arriva la riscossa degli over 60

Claudio Ranieri con il Leicester ha compiuto un'impresa che si va ad aggiungere a quelle fatte in precedenza da altri suoi coetanei

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La vecchiaia: è l’età in cui il corpo comincia ad essere pieno di rughe e non ha più la freschezza di un tempo perchè pieno di dolori ma è anche la fase dove la conoscenza e la saggezza raggiungono il massimo livello di piacere, forse, per il fatto che effettivamente dopo una lunga vita piena di fatiche, si arriva a vedere la cose sotto una nuova luce con più chiarezza e con maggior esperienza, sicuri di aver ormai capito tutto su come funziona la vita ed è probabilmente per questo motivo che essa viene effettivamente considerata essere la 2a giovinezza a livello mentale. Eppure c’è chi sostiene che una volta raggiunta quest’età non si possa più raggiungere altre soddisfazioni dopo quelle avute prima, che ci sia spazio solo per la tristezza e per la malinconia e che ormai non si abbia più nulla da chiedere alla vita, almeno così sembra … chiedetelo a Claudio Ranieri, ex allenatore del Napoli, che alla veneranda età di 65 anni ha fatto emozionare tutto il mondo, portando in paradiso una piccola città di soli 288.000 abitanti, come il Leicester, facendola vincere la prima Premier League della sua storia, compiendo un’impresa straordinaria destinata a restare in eterno. «Avessi vinto questo titolo all’inizio della mia carriera, forse avrei potuto dimenticarlo. Ma ora sono vecchio e posso ricordarlo», così dice a caldo, Ranieri, dopo il trionfo, a confermare il fatto che si può sempre sognare e fare miracoli, a prescindere dall’età che si ha. Ma Ranieri è solo il primo dei tanti personaggi vincenti over 60 anni: un altro caso è Gigi Simoni, altro ex allenatore del Napoli, che nel 1998 vinse la Coppa Uefa con l’Inter a 59 anni e 5 mesi e oggi, a 77 anni, attuale presidente della Cremonese, da ragione a Ranieri: «E’ vero che le vittorie sono tutte uguali, ma certe si ricordano più volentieri». Ci sono altri allenatori che invece nel corso della loro carriera hanno dovuto aspettare oltre i 60 anni per poter assaporare la incredibile gioia di vincere un trofeo, come Manuel Pellegrini, classe 1953, che nel 2014 vinse la Premier con il Manchester City, oppure come il compianto Luis Aragones, che a 69 anni e 11 mesi vinse il suo primo Europeo con la Spagna nel 2008, nonostante a 40 anni avesse già vinto uno scudetto con l’Atletico Madrid ma vincere un Europeo è sicuramente più bello, soprattutto a quest’età, e infine come Vujadin Boskov, che aveva portato la Sampdoria a vincere il suo primo scudetto a 60 anni appena compiuti. Ma la carica degli over 60 non si arresta solo al calcio e vede il suo seme germogliare in altri sport come ad esempio nel basket, con gli italiani Meo Sacchetti, che lo scorso anno ha conquistato il primo storico scudetto di Sassari a 61 anni, e Charlie Recalcati, che vinse il tricolore con la Montepaschi Siena nel 2003-­2004 a 59 anni, e gli americani Gregg Popovic, che nel 2014 vinse a 65 anni l’ultimo dei 5 titoli consecutivi con i San Antonio Spurs, ed infine Phil Jackson, che a 65 anni portò i Los Angeles Lakers a vincere nel 2010 l’undicesimo anello Nba, oppure nel nuoto con Alberto Castagnetti, storico allenatore di Federica Pellegrini, che a Pechino vinse un oro olimpico a 60 anni, e infine con Julio Velasco, c.t. dell’Argentina, che ha portato la Nazionale a vincere il Panamericano di pallavolo contro gli eterni rivali del Brasile a 63 anni. Insomma, storie molto belle tutte da vivere, da raccontare ai proprio nipoti e soprattutto da insegnamento prezioso: nella vita non bisogna mai smettere di sognare, indipendentemente dall’età che si ha, perchè in ognugm0no di noi c’è una bella favola ancora tutta da scrivere e da vivere fino in fondo

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