ESCLUSIVA- Francesco De Girolamo: “Il Calcio e il futsal sembrano sport simili. Quante difficoltà nel passaggio dal calcio a 11 a quello a 5…”

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Il Napolionline.com intervista per i propri lettori Francesco De Girolamo, calciatore di Futsal sport meglio conosciuto come calcio a 5. Francesco ci parla delle difficoltà nel passaggio dal calcio a 11 a quello a 5, della diversità dei due sport e della sua squadra, il Saviano.

Prima di giocare a Futsal hai avuto varie esperienze nel calcio a 11, ci racconti i tuoi primi passi nel mondo calcistico e le problematiche che hai dovuto affrontare per passare dal calcio professionistico a quello a 5 spiegandoci le differenze tra questi due. “Dopo i primi anni nelle scuole calcio a 15 anni ho iniziato a giocare in promozione con il San Vitaliano debuttando in prima squadra appena compiuti i 16 anni, dopo un anno in promozione ho firmato un contratto con l’Andra che all’epoca militava in C1 disputando un campionato con i berretti, a metà stagione la mia esperienze lontano da casa è terminata per problemi familiari. Non ho mai voluto abbandonare il calcio, dunque sono tornato nel San Vitaliano conquistando a fine anno la promozione con la prima squadra e centrando la semifinale regionale play off con la Juniores. L’anno successivo ho avuto problemi con lo svincolo da questa società e grazie a mio cugino che giocava a Marigliano con lo Sparta Marigliano in C1 ( massimo campionato regionale) mi sono avvicinato al Futsal. Non conoscevo per niente il Futsal quando ho deciso di intraprendere quest’esperienza e ho trovato più di una difficoltà in primis le dimensioni del campo, ho sempre fatto della velocità il mio punto di forza e ritrovarmi a giocare in un campo che ha dimensioni ridotte rispetto a quello a 11 mi ha dato qualche problema inizialmente. Inoltre, nel Futsal si gioca tutto di prima intenzione o al massimo facendo de tocchi e per me che ho sempre amato avere il pallone tra i piedi è stato un grande ostacolo da superare. Il Futsal e il calcio si somigliano ma non sono per niente uguali. Non è facile passare dal calcio a 11 a quello a 5 anche perché quest’ultimo somiglia più al basket che al calcio vero e proprio.”i

Gli allenamenti sono differenti rispetto a quelli del calcio professionistico? “Si, non si assomigliano per niente. C’è meno frequenza di allenamenti ed il lavoro è differente. Nel calcio si prepara il corpo a reggere 90 minuti di gioco mentre nel Futsal essendo il minutaggio inferiore gli allenamenti si concentrano sulla rapidità e sull’intensità. Tatticamente inoltre, essendo che nel Futsal si deve difendere e attaccare in uno spazio ristretto gli allenamenti si concentrano sugli schemi di gioco, sui calci da fermo.” 

Credi che la scarsa visibilità della divisione di calcio a 5 sia penalizzante per voi calciatori?Penalizzante solo per quanto riguarda il punto di vista economico, qui girano molti meno soldi dunque si gioca per passione, spesso ci si accontenta solo di un piccolo rimborso spese.”

Hai rimpianti nell’aver scelto di giocare a Futsal e di non aver tentato una carriera nel calcio a 11?“Non nego di avere qualche rimpianto, ma sono contento cosi. Se seguito ad alti livelli questo sport è spettacolare.”

Chi era il tuo idolo da bambino?”Shevchenko del Milan”

Ora giochi nel Saviano, squadra che milita in serie B del Futsal, quali sono i vostri obbiettivi e che rapporto hai con società e tifosi?“Il campionato è terminato e abbiamo raggiunto la salvezza che era il nostro obbiettivo stagionale. Con l’under 21 nazionale (campionato per società di A, A2 e B di Futsal ) invece siamo arrivati ai 32esimi del play off nazionali scudetto. Mi sono trovato benissimo in questa mia prima esperienza in campo nazionale sia con la società che con i tifosi, questi ultimi sono stati davvero fantastici, ci hanno accompagnato numerosissimi dalla prima all’ultima partita nazionale ed è per questo che li ringrazio di cuore.”

Qual è stata la tua più grande soddisfazione in ambito calcistico? C’è stato un momento in cui hai pensato di lasciare tutto? La soddisfazione più grande è stato l’esordio in serie B quest’anno, finalmente mi sono sentito ripagato del duro e continuo lavoro che ho svolto da quando sono arrivato qui a Saviano.  Si, quando sono tornato da Andria dopo la mia esperienza lì ho pensato  per un momento di lasciarmi tutto alle spalle, ci sono tante cose che rovinano questo bellissimo sport sfortunatamente, e trovartele difronte a soli 17 anni quando non sei ancora forte caratterialmente rischiano di farti perdere la gioia che questo sport regala, ma senza calcio non posso vivere e infatti eccomi qui, a correre ancora dietro ad un pallone.”

INTERVISTA A CURA DI ROSANNA BUONAURO

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