Champions – Tra tante stelle, spunta Carvajal. E il Real vola a Milano

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Chi ha visto la semifinale di martedì sera a Monaco sarà rimasto deluso. Possibile che Real Madrid e Manchester City siano queste? Nel doppio confronto tra Manchester e Madrid, in effetti, l’assente ingiustificato è stato lo spettacolo. Gare molto tattiche, vero. Ma giocate a ritmo bassissimo da entrambe le squadre, per 180’ più preoccupate a non concedere occasioni all’avversario piuttosto che provare a ferirlo. Rispetto all’altra semifinale, insomma, sembrava quasi di guardare un altro sport. Il Bayern martedì giocava a mille all’ora, con i giocatori che continuamente si scambiavano di posizione per non concedere punti di riferimento; in più pressing alto, raddoppi, palleggio veloce nello stretto e continui cambi di gioco per far crollare il muro di un Atletico, come sempre improntato sull’aggressività. Al Bernabeu, niente di tutto questo. Il Real si è affidato ai tre palleggiatori in mediana, ma ha pagato gli acciacchi di Ronaldo negli ultimi 25 metri. Il City? E’ partito con un’idea e l’ha portata avanti fino in fondo: 4-1- 4-1 bloccato, il solo Aguero davanti ad elemosinare palloni giocabili per oltre un’ora. Poi con Sterling e Ihenacho ha finalmente cominciato ad occupare con una certa frequenza la metà campo del Real. I NUMERI I numeri sottolineano la scelta dell’attesa. L’atteggiamento nel recupero palla del Real Madrid è basso (33,2 metri), quello del City molto basso (29,6). Il City si è schiacciato, con un atteggiamento per il fuorigioco molto basso (9,9 metri). Così il Real, ha sfruttato le fasce vincere e volare a Milano. Specialmente a destra, dove Bale è sembrato il più in palla e Carvajal è stato decisivo per l’assist al gallese e le sovrapposizioni, chiudendo con 3 cross e 3 occasioni create (il migliore del Real nelle due voci). Ma per far paura all’Atletico servirà molto altro. Fonte: Gasport

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