Ferretti (Prep. atl. Figc): “Le polemiche? Il Napoli dovrà trasformare le chiacchiere in stimoli”

L'ex di Valter Novellino: "Domani meglio affrontare la Roma per dimenticare la sfida di orino"

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Ferretto Ferretti, intervistato da “il Mattino”, un passato in azzurro al fianco di Novellino nell’anno della promozione in A, è docente presso il centro federale di Coverciano di «Metodologie di allenamento per allenatori e preparatori atletici». Pur seguendo il Napoli da lontano, si è fatto un’idea del difficile momento che attraversa la squadra di Sarri. «Tre sconfitte in quattro partite non devono corrispondere necessariamente a una flessione, a meno che non si voglia abbinare la flessione soltanto al risultato». Non è facile però vedere il bicchiere mezzo pieno. «La parte positiva è che il Napoli resta in corsa per la Coppa Italia, per la Champions e per il secondo posto». Rispetto a un mese fa le prestazioni sono un po’ scadute di livello. «Nell’arco di una stagione il rallentamento è fisiologico. La sfortuna è che questo momento-no è coinciso proprio con le settimane in cui sono concentrate le partite decisive». E mettiamoci pure le polemiche. A quelle interne ha provveduto De Laurentiis, quelle esterne riguardano gli arbitraggi con la Juventus. «Un allenatore, un calciatore o un dirigente è innanzitutto un uomo, quindi anche loro possono subire un minimo di condizionamento a livello psicologico».

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Come si interviene in questi casi all’interno del gruppo? «L’allenatore deve essere bravo a farsi scivolare addosso le polemiche e i calciatori abili a trasformare le chiacchiere in stimoli».

Prendiamo il caso del Napoli: può aver risentito dei fatti di Madrid? «I calciatori non hanno soltanto muscoli ma pure un cervello. Possono risentirne certo, ma la differenza sta nella capacità di assorbire o meno i clamori che provengono dall’esterno».

Il Napoli in pratica si gioca tutto in una settimana: come si smaltisce la rabbia di Torino? «Andando in campo ed esprimendosi al massimo. La flessione atletica ci sta, si potrebbe ovviare ricorrendo al turnover, ovvero facendo rifiatare quegli elementi che l’allenatore non reputa al top della condizione. Durante una stagione piena di impegni, nessun tecnico o preparatore può dire: voglio essere al massimo della forma in quella precisa settimana. Puoi finalizzare la preparazione quando c’è da affrontare un solo evento ma è impossibile farlo quando si va in campo ogni tre giorni».

Indietro la Juve, davanti la Roma e il Real Madrid, circondato dal caos: è proprio messo male il Napoli? «Due sfide così difficili e ravvicinate fanno bene per due motivi: primo perché allontanano le tensioni della partita con il Real Madrid e poi perché misurarsi con una big del campionato prima della Champions consentirà al Napoli di tenere alta la concentrazione. Domani meglio giocare contro la Roma che contro l’ultima in classifica».

La Redazione

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