Lebron James ai 76ers: quando le leggende rischiano tutto per l’ultimo trionfo

Dalla clamorosa scelta del "Re" ai casi di Messi, Ronaldo e Thiago Silva: cosa spinge le icone dello sport a cambiare casa pur di vincere ancora

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Factory della Comunicazione

Quando un grande campione sceglie una nuova destinazione negli ultimi anni della sua carriera, la domanda non è solo dove giocherà, ma: quale storia sta scegliendo di scrivere? C’è chi torna a casa, chi insegue un ultimo titolo, chi accetta la sfida più inattesa.

Quest’ultima affermazione rispecchia perfettamente la scelta di Lebron James di firmare per i Philadelphia 76ers.

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Lebron James, 42 anni il prossimo dicembre, è l’esempio perfetto di longevità, visto che nonostante l’età è ancora determinante e un suo cambio di squadra sposta gli equilibri della NBA.

Dopo aver indossato le maglie dei Cleveland Cavaliers, dei Miami Heat e dei Los Angeles Lakers, e vinto ben 4 titoli, Lebron ha deciso di non rinnovare il suo contratto con la franchigia gialloviola per accasarsi altrove.

Sono passati più di 20 giorni dal suo addio. 20 giorni in cui il mondo del basket americano si è fermato. Persino la NBA stessa, ha tardato a stilare il calendario della prossima stagione, in attesa della decisione del “Chosen One“.

Alla fine la scelta è arrivata ieri (alle 17:30 ora italiana) ed è stata di quelle che sconvolgono tutti.

Dopo l’addio ai Lakers, infatti, in molti si aspettavano che “Il Re” scegliesse un ritorno romantico a Cleveland o a Miami, oppure di accasarsi dagli storici rivali dei Golden State Warriors, invece no. Lebron ha preso una scelta atipica, portando i suoi talenti nella città più importante dello Stato della Pennsylvania.

Secondo quanto riportato dal massimo esperto di mercato NBA, Shams Charania, Lebron ha firmato un biennale con i Philadelphia 76ers, a 8 milioni di dollari, quindi la sua scelta non è stata di certo dettata dai soldi.

Lebron si è seduto al tavolino, ha preso il suo tempo per riflettere e ha scelto la squadra che secondo lui in questi due anni potrà aiutarlo a vincere il suo quinto titolo, dopo quelli vinti nel 2012, 2013, 2020 e sopratutto quello storico del 2016.

Di scelte come questa — di campioni che cambiano casa a fine carriera per l’ultimo grande assalto al trofeo più ambito — il mondo del calcio è pieno. Ed è proprio da qui che parte la mia analisi dei grandi nomi del pallone che, proprio come LeBron, hanno fatto una scelta drastica pur di vincere ancora.

  • Lionel Messi (dal Barcellona al Paris Saint Germain, 2021)

Il caso più analogo è proprio questo di Messi, che nel 2021, tra le lacrime in conferenza stampa, annunciò il suo addio al Barcellona.

Il 10 argentino decise di volare in Francia e, proprio come Lebron che si schiererà al fianco di Joel Embiid e Jaylen Brown, creare un super team insieme a Mbappe e Neymar.

L’avventura francese però non fu fortunata, visto che il PSG con Messi non riuscirà ad ottenere l’agognata Champions (che arriverà qualche anno dopo).

  •  Cristiano Ronaldo (dal Real Madrid alla Juventus, 2018)

Dopo aver vinto tutto con le maglie di Manchester United e sopratutto Real Madrid, il fenomeno portoghese decise di lasciare a sorpresa i “Blancos” per sbarcare in Italia.

Alla Juventus CR7 vincerà Scudetti e Coppe Italia, ma la tanto agognata Champions League non arriverà.

  • Robert Lewandowski (dal Bayern Monaco al Barcellona, 2022)

Dopo aver vinto tutto ciò che c’era da vincere in Germania (compresa la Champions League del 2020) e infranto ogni record di gol con il Bayern Monaco, a quasi 34 anni sceglie di rifiutare il rinnovo per forza di cose più “comodo” in Baviera. Decide di rimettersi in gioco per restituire gloria a un Barcellona in profonda crisi di identità post-Messi, spinto dal desiderio di consacrarsi definitivamente anche nel calcio spagnolo e puntare all’ultimo grande acuto europeo.

Purtroppo per lui, però, quel trionfo non arriverà, visto che dopo quattro stagioni in Blaugrana e svariati titoli individuali e di squadra in Spagna, lascerà il club senza mai aver ottenuto il successo più importante.

  • Gianluigi Buffon (dalla Juventus al Paris Saint-Germain, 2018)

Dopo aver perso tre finali di Champions League nel 2003, 2015 e 2017, il portiere bianconero decise di anticipare Messi di qualche anno e spostarsi a Parigi. Ad attenderlo il Paris Saint Germain.

L’avventura di Buffon al PSG dura solo un anno e la Champions non arriverà, anche a causa di una sua indecisione che portò all’eliminazione dei parigini per mano del Manchester United agli ottavi di finale.

  • Thierry Henry (dall’Arsenal al Barcellona, 2007)

Leggenda assoluta dell’Arsenal, dopo aver perso la finale di Champions del 2006 proprio contro il Barcellona, capisce che per completare la sua bacheca deve cambiare aria. Sceglie i catalani per dare l’assalto all’unico grande trofeo che gli manca.

La sua decisione si rivela azzeccata perché appena due anni dopo, insieme a Leo Messi e Samuel Eto’o, vincerà La Liga, Coppa del Re e sopratutto, la tanto agognata, Champions League.

  • Thiago Silva (dal Paris Saint Germain al Chelsea, 2020)

È forse il parallelo più vicino alla storia di LeBron. Dopo aver perso la finale di Champions League del 2020 con la maglia del PSG, infatti, viene scaricato dal club francese perché ritenuto “troppo vecchio”. Decide di accettare la sfida della Premier League firmando con il Chelsea, con il quale riesce a prendersi una rivincita epica su chi lo dava per finito, guidando la difesa dei Londinesi e vincendo la Champions appena un anno dopo.

  • Samuel Eto’o (dal Barcellona all’Inter, 2009)

Nonostante avesse appena vinto tutto con il Barça, accetta di rientrare nello scambio con Zlatan Ibrahimović e si trasferisce all’Inter di José Mourinho, una squadra che non vinceva la Champions da 45 anni.

La sua avventura prosegue in modo storico, visto che appena un anno dopo riesce ad alzare la coppa, diventando il primo calciatore (e finora unico) a vincere due Tripleti consecutivi.

  • Edwin van der Sar (dal Fulham al Manchester United, 2005)

Anche la storia del portiere olandese è molto vicina a quella di Lebron. Dopo una parentesi opaca alla Juventus e quattro stagioni da “esiliato di lusso” al Fulham, in molti pensavano che la sua carriera ad alti livelli fosse finita. Invece Sir Alex Ferguson lo chiama al Manchester United per affidargli le chiavi della porta dei Red Devils.

La sua scelta si rivela azzeccata perché van der Sar nel 2008, a Mosca, riesce ad alzare la “Coppa dalle grandi orecchie”, da protagonista assoluto ed eroe della serata, visto che ai calci di rigore risulta decisivo.


Insomma, che si tratti di un prato verde o di un parquet in legno d’acero, la molla che muove i più grandi di sempre resta la stessa: la fame. Cambiare squadra a fine carriera per inseguire l’ultimo trionfo è una scommessa azzardata, un salto nel vuoto che può regalare la gloria eterna o trasformarsi in una dolorosa illusione.

Per un Thiago Silva o un van der Sar che hanno trovato il loro lieto fine, ci sono i Buffon e i Ronaldo a ricordarci che nello sport non bastano il talento o l’ingaggio a garantire il successo. Servono la squadra giusta, il momento perfetto e quella dose di sana follia che appartiene solo ai predestinati.

Ora la palla passa a LeBron James. Solo il tempo dirà se la sua scelta si trasformerà in un’impresa epica o se dimostrerà che neanche “Il Re” può comandare al destino. Ma in fondo, la vera grandezza sta proprio lì: nell’aver avuto il coraggio di rischiare tutto pur di provare a vincere ancora. E, ancora una volta, di aver costretto il mondo intero a fermarsi per guardare.

A cura di Guido Russo

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