Allegri e quell’abilità appresa da Galeone

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Dietro ai successi di Max Allegri non ci sono algoritmi o lavagne tattiche, ma le lezioni di vita apprese da bambino a Livorno e affinate a Pescara sotto la guida del suo mentore, Giovanni Galeone. Il Mattino ha descritto alcune abitudini del nuovo allenatore del Napoli.

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“L’arte del cazzeggio – fuori dall’orario di lavoro, certo – è stata appresa da Allegri da bambino a Livorno e sviluppata quando a Pescara incrociò Galeone, il suo geniale maestro che sapeva godersi i piaceri della vita. «Nel calcio, come in qualsiasi contesto sociale, è inevitabile che talvolta ci si lasci andare al cazzeggio che, a mio avviso, è un risvolto positivo del vivere uno accanto all’altro, a patto però che sia regolamentato per non diventare controproducente». Il leader Max evidenzia un punto della relazione con i giocatori: «Sono convinto che la gestione di un gruppo, affinché quest’ultimo si trasformi in una vera “squadra”, sia possibile soltanto se si posseggono doti gestionali che vanno al di là di una mera conoscenza tecnica del gioco».

E qui entra in campo, è il caso di dire, l’arte della semplicità: il calcio di Allegri. «Ritengo che se è vero, da una parte, che non si debbano abbandonare i giocatori a sé stessi, dall’altra è fondamentale non ingabbiarli in schemi didattici rigidissimi che li privino dell’inventiva». E della semplicità di pensiero e azione. «Il calcio, per come la vedo io, è davvero uno sport molto semplice. A volte c’è qualcuno che vuole rendere il calcio più difficile di quanto non sia e la cosa mi manda fuori di testa.

È inutile complicarlo. In campo devi fare l’opposto di quello che fa l’avversario: se ti viene incontro, tu ti allontani; se invece è lui ad allontanarsi, tu gli vai dietro. Fine, tutto qui. In una partita ci sono 22 giocatori, il pallone rimbalza per 90′ su un campo lungo 100 metri e largo 70. Chi vuole far passare il calcio per una scienza esatta sappia che non lo sarà mai proprio perché insite nel gioco ci sono mille variabili. E i veri campioni fanno le cose semplici». Lui ne ha avuti tanti, l’ultimo è stato il Pallone d’oro Modric al Milan.”

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