Mondiali 2026 – Argentina/Capo Verde (3-2 D.T.S.) sempre Messi ma quanta paura!

Capo Verde fuori a testa altissima

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Seleccion avanti al 29′ con un capolavoro di Messi, al 59′ il pari di Deroy Duarte. Nel primo supplementare botta e risposta tra Lisandro Martinez e Lopes Cabral. Poi l’autogol di Borges al 111′ decide la sfida. Agli ottavi ora l’Egitto martedì alle 18.

 

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Questa non è la mano di Dio, questa è la mano di Diney. Argentina e Capo Verde sono 2-2 al minuto 111 quando Messi batte un angolo da sinistra, mentre Miami e tutta Buenos Aires pensano già ai rigori. Il Cuti Romero a centro area devia di testa e la palla sbatte sulla mano di Edilson Alberto Monteiro Sanches Borges, per tutti Diney: abbastanza per diventare imparabile anche per il Vozinha benedetto di questi giorni. Argentina-Capo Verde così finisce 3-2, gol di Messi, Deroy Duarte, Lisandro Martinez, Sidney Lopes Cabral e, appunto, Romero. Messi ci ha provato in mille modi ma questa volta, per l’Argentina, sono stati decisivi i due difensori centrali. Scaloni così si prende l’ottavo contro l’Egitto e se lo prende nel modo più strano, dopo aver sofferto per due ore.

 

Messi e i numeri

Leo Messi, in ogni caso, merita subito due parole. Leo ha aggiornato il libretto dei record. Ha segnato per l’ottava partita consecutiva al Mondiale, dato impressionante: tutta la fase a eliminazione diretta in Qatar, tutta la fase a gruppi qui, ora questo inedito sedicesimo. Per i soli parziali: è capocannoniere da solo con il settimo gol in questo Mondiale – ciao Kylian, guardami la targa – e il numero uno di tutti i tempi con 20. Un giorno quel record sarà di Mbappé ma no, quel giorno non è oggi e questo è ancora il suo Mondiale.

Brutta Argentina

Sì, ma che paura. Avanti 1-0 con il gol di Messi dopo mezz’ora, la Scaloneta ha abbassato il ritmo e ha cominciato a gestire, come se questa fosse una formalità, non un sedicesimo thriller come quello capitano agli amati cugini brasiliani (Giappone) o al nemico pubblico Cristiano Ronaldo (Croazia). Lautaro ha combinato poco, Thiago Almada e De Paul sulle fasce non hanno aggiunto bollicine e la squadra ha fatto una gran fatica ad attaccare il blocco basso di Capo Verde. Ci sono stati momenti, sull’1-1 e sul 2-2, in cui gli argentini hanno avuto paura di andare a casa. E il Dibu Martinez, a cinque dalla fine dei supplementari, ha dovuto salvare tutti con una gran parata su Sidny Lopes Cabral. Da qui in avanti, servirà altro.

I regolamentari

Che partita. Scaloni ha cominciato con il possesso, con Lautaro riferimento davanti e Messi che… essendo Messi, faceva quello che voleva. All’inizio ha funzionato perché l’Argentina controllava il possesso e qualcosa creava. Non tantissimo, qualcosa. Minuto 15: tiro mancino di Messi, fuori non di poco. Minuto 18: punizione di Messi centrale. Minuto 29: il gol di Messi, un gran gol. Fantastico stop in 20 centimetri da lancio di Lisandro Martinez e tocco mancino sotto la traversa. Minuto 45: tiro di Enzo Fernandez, bello ma parato da Vozinha. A inizio secondo tempo però si capisce che qualcosa sta cambiando: si comincia a giocare nella metà campo dell’Argentina. Deroy Duarte calcia dal limite, un po’ troppo centrale, poi Ryan Mendes, il capitano, il giocatore sotto indagine per un presunto stupro, libera il solito Duarte in area. Lisandro Martinez chiude tardi, Duarte tira come istinto suggerisce e la palla passa sotto le gambe di Martinez. È 1-1, siamo al minuto 14 e la partita è di nuovo in equilibrio. Scaloni toglie Lautaro e Thiago Almada per provarci con Julian Alvarez e con Nico Gonzalez. Messi ha subito un’occasione ma ha la palla buona sul destro, non sul divino mancino, e con quello centra Vozinha.

Supplementari folli  

Inizia qui la fase dell’assedio. Vozinha fa un miracolo su una punizione di Messi, poi Molina crossa e Pico Lopes, in scivolata, quasi fa autogol. Quasi. Il Muro Samuel si alza dalla panchina e guarda nervosissimo verso il campo, come un marinaio come scruta l’orizzonte e vede undici Squali Blu intorno alla nave. Negli 8 minuti di recupero, Messi ha una punizione, Cabral devia ma Vozinha prende anche questa, con uno stile che non è nei libri di tecnica del portiere. Supplementari. Qui, l’impossibile quasi diventa reale. Lisandro Martinez, detto il Macellaio perché con gli attaccanti preferisce la mannaia alle carezze, controlla un corner da sinistra deviato da Mac Allister e la mette sotto la traversa: 2-1 Argentina. Sembra finita ma Sidney Lopes Cabral, che giocava in quinta serie in Germania e usava i sacchi della spazzatura come tende, calcia dal vertice sinistro dell’area e la mette all’incrocio. Il gol della vita. Quando Vozinha respinge un altro tiro di Messi al minuto 105, tutti cominciano a pensare ai rigori, poi Romero salva il mondo, o forse solo Buenos Aires.   Fonte: Gazzetta

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