Il Mondiale come vetrina, la rinascita come uomo e come bomber. Romelu Lukaku si prende la scena con il suo Belgio in un match infinito, mostrando una maturità e un’onestà inaspettate che vanno oltre il gol segnato. A parlarne è “Il Mattino”.
«Tutta la saggezza umana si riassume in due parole: attendere e sperare». Le parole di Alexandre Dumas nel suo più celebre “Conte di Montecristo” fanno da cappello ideale al “nuovo” Romelu Lukaku. Un giocatore diverso, un uomo diverso. Che non solo, ora, riconosce i suoi limiti, ma sa pure apprezzarli, metterli a disposizione della sua squadra. Che «…viene prima di tutto» ha spiegato al fischio finale di un match emozionante a dir poco. Sicuramente il più lungo: mai una Coppa del mondo aveva visto una partita da oltre 144 minuti Figurarsi un finale così. Con un rigore appena prima dei rigori. Un rigore che sembrava voler calciare lui, Romelu: «Ma non avevo buone sensazioni e l’ho lasciato a un compagno, sto ancora attraversando un periodo difficile» ha confessato. Avrebbe potuto dire di tutto: che la gerarchia dei rigoristi era chiara, che il rigore non se l’era procurato lui, invece Lukaku ha scelto la via più facile, quella dell’onestà. Così dopo aver ringraziato ancora una volta il papà, scomparso nei mesi scorsi, per “l’aiuto” nel gol che ha riaperto la partita – un gol da Romelu – la doppietta il bomber l’ha segnata così, lasciando un calcio di rigore al più lucido Tielemans, capitano e glaciale dal dischetto come l’occasione aveva richiesto.
C’è un dato che da qualche ora sta facendo riflettere a Napoli: Lukaku non ha solo giocato più minuti al Mondiale che nell’intera stagione con il Napoli, ha anche già segnato più gol: due (e mezzo se consideriamo anche l’Egitto all’esordio) contro uno. Dati che dicono tutto o quasi tutto. Romelu si trasforma quando vede la sua nazionale, Romelu ha sempre messo in chiaro che al Mondiale non sarebbe mancato e lo sta facendo capire con i fatti. Anche partendo dalla panchina, visto che la ripresa fisica non si è ancora conclusa (e il Napoli lo controlla anche a distanza). Ma cosa ne pensa il club azzurro di questo exploit? Può cambiare qualcosa in chiave mercato? Può sicuramente mettere Big Rom in vetrina ancora di più. I club che erano interessati a Lukaku lo stanno seguendo da vicino, per De Laurentiis può essere un’occasione d’oro. Lukaku resta in uscita, anche le prestazioni ai Mondiali non cambiano la situazione. Ma possono cambiare le aspirazioni e soprattutto il prezzo. Per il club azzurro farlo partire significherebbe voler incassare almeno in doppia cifra e il Lukaku di queste settimane sta dimostrando di valerli tutti.”
