Vaccini, Conversano (HappyAgeing): “Fondamentali nell’adulto e nell’anziano”
(Adnkronos) – “La vaccinazione è fondamentale nell’adulto e nell’anziano, perché con il passare degli anni si verifica un fenomeno, conosciuto come immunosenescenza, che provoca un decadimento delle capacità di risposta del sistema immunitario”. Lo spiega Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico scientifico di HappyAgeing – Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, nel corso dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’Anziano, organizzata su iniziativa di HappyAgeing, presso Palazzo Baldassini a Roma.
Per questa ragione “l’anziano è più frequentemente soggetto a malattie infettive e, soprattutto, a complicanze ad esse legate – aggiunge Conversano – Abbiamo un Piano nazionale Vaccini il cui calendario prevede cinque-sei vaccinazioni” per questa fascia di popolazione, “alcune delle quali sono stagionali, come quella per il covid, l’influenza, lo pneumococco e il virus respiratorio sinciziale, altre invece sono disponibili tutto l’anno, come quella contro l’Herpes zoster, che colpisce in qualsiasi momento e soprattutto nei momenti in cui si verifica un decadimento delle difese anticorpali, che può avvenire anche a causa del caldo”.
Perché si riesca ad avere un’adesione più ampia possibile alla prevenzione tramite vaccinazione “è importante comunicare gli effetti negativi delle malattie e far comprendere anche la gravità delle complicanze che queste possono comportare in caso di della mancata” prevenzione – aggiunge – Inoltre “la vaccinazione deve essere facilmente accessibile: rivolgendoci a una persona sana, e non a un paziente malato che deve andare dal medico a farsi curare, non possiamo pretendere che faccia decine di chilometri per trovare il primo posto utile a vaccinarsi. Alcune Regioni hanno aumentato” i punti di somministrazione “anche grazie al coinvolgimento delle farmacie, alle Case di comunità, ai poliambulatori e agli ospedali: tutti luoghii in cui le vaccinazioni possono essere fatte in maniera semplice. In queste Regioni le coperture vaccinali sono soddisfacenti, talvolta superano anche il 60-65%, mentre altre sono ferme al 10-15%. Occorre – conclude – un cambio di strategia”.
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