Mondiali: Belgio/Senegal, per Rom-KDB è la notte dei Diavoli in campo con una maglia speciale

La squadra di Garcia con la maglia ispirata a René Magritte

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Nessuna pressione. Almeno non per Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. O forse sì, ma di un tipo diverso. Non quella di dover dimostrare di essere ancora decisivi, perché la loro storia parla da sola, quanto piuttosto quella di accompagnare il Belgio in una nuova fase. Ai sedicesimi del Mondiale, contro il Senegal, stasera a Seattle i Red Devils si aggrappano ancora ai loro due leader, gli stessi che dopo il deludente pareggio con l’Iran erano finiti nel mirino delle critiche e che hanno risposto sul campo trascinando la squadra nella goleada contro la Nuova Zelanda, valsa il primo posto nel girone. È il Belgio dei senatori, ma anche quello del ricambio generazionale. E De Bruyne lo ha spiegato senza troppi giri di parole. «Non pensiamo all’eredità che lasceremo – ha detto alla tv di Stato belga – Abbiamo già vissuto qualcosa di straordinario con questa nazionale. Oggi il nostro compito è aiutare i più giovani a crescere, perché un giorno toccherà a loro sopportare la pressione». Un messaggio da leader vero, pronunciato alla vigilia di una partita da dentro o fuori che il Belgio affronta con la consapevolezza di avere qualità, ma anche con il ricordo di un girone meno semplice del previsto.

 

AMICI PER LA PELLE. Per l’occasione Garcia confermerà ancora una volta King Kev dal primo minuto, mentre Lukaku spera di ritrovare una maglia da titolare dopo aver alternato panchina e campo nella fase a gironi. I due, compagni anche nel Napoli, continuano a essere il volto di una generazione che ha cambiato la storia del calcio belga. «Romelu è un giocatore di livello mondiale. Abbiamo iniziato insieme questo percorso quando il Belgio faticava perfino a qualificarsi ai grandi tornei. Oggi possiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo costruito». Un rapporto che va oltre il campo e che trova la sua immagine simbolo nell’esultanza con le braccia incrociate. «La gente ci vede tanti significati, ma nasce semplicemente dalla nostra amicizia». A fare da cornice alla sfida ci sarà anche la seconda maglia del Belgio, quella ispirata all’universo surrealista di René Magritte, omaggio a uno degli artisti più celebri del Paese. Un richiamo elegante alla cultura belga.

 

LEONI AFFAMATI. Dall’altra parte ci sarà un Senegal arrivato fin qui con pieno merito, dopo aver superato uno dei gironi più complicati del torneo insieme a Francia e Norvegia. I Leoni della Teranga non avranno ancora il portiere Édouard Mendy, fermo per un problema al ginocchio, ma non intendono recitare il ruolo della vittima designata. «Il Belgio è una squadra fortissima, con grandi individualità e un collettivo di alto livello – ha detto il ct Pape Thiaw – Ma anche noi abbiamo dimostrato il nostro valore. Siamo venuti a questo Mondiale per lasciare il segno. Adesso non c’è più margine d’errore: bisogna vincere». Un avvertimento chiaro. Perché il Belgio parte favorito, ma il Senegal ha già dimostrato di sapersi esaltare in partite da dentro o fuori.

 

Fonte: CdS

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