Maurizio De Giovanni ha sottolineato il valore storico del centenario del Napoli, spiegando che «quest’annata inizia con la consapevolezza di avere un secolo di storia». Lo scrittore ha evidenziato come «Napoli è l’unica metropoli con una squadra sola», un elemento che rende il legame identitario tra città e club particolarmente forte. A suo avviso, «questo centenario arriva in un momento in cui il Napoli ha grande consapevolezza di sé stessa», con una società ormai riconosciuta a livello internazionale.
Parlando delle iniziative dedicate ai cento anni del club, De Giovanni ha invitato tutta la città a sentirsi protagonista della ricorrenza: «Dobbiamo partecipare tutti a questo centenario», coinvolgendo comunicatori, operatori culturali e tifosi. Sulla collaborazione con Treccani si è detto fiducioso che nascerà «qualcosa da collezionare», mentre ha definito «stupenda» l’iniziativa dei sostenitori che celebreranno insieme la mezzanotte del centenario, aggiungendo: «Io parteciperò».
In chiusura, affrontando i recenti episodi di criminalità a Montesanto, lo scrittore ha invitato a guardare oltre i singoli fatti: «La malattia è culturale, nelle scuole, nelle istituzioni». Secondo De Giovanni, «la cosa grave è confondere il sintomo con la malattia», ricordando come il vero problema sia l’esistenza di un contesto in cui qualcuno ritenga normale uscire armato. Ha infine osservato che «il problema di noi napoletani è che sappiamo bene della convivenza di due parti di Napoli».
