Il Napoli è crollato in casa dopo 26 partite senza sconfitte e l’ha fatto mettendo in scena una galleria di orrori ed una confusione tecnico-tattica degna solo del naufragio di Eindhoven e del debutto 2024 a Verona. Scrive il CdS: “Dall’Hellas in poi, nonostante 5 vittorie e un pareggio, la squadra non ha mai convinto e ieri è crollata. Insieme con il progetto dei Fab Four parte seconda: McTominay sulla trequarti è uno spreco e Alisson, l’unico con un po’ di brio offensivo, sembra l’unica arma per resuscitare uno sviluppo offensivo prevedibile e tenero con 3 gol nelle ultime quattro. Ancora pessimo l’approccio: terza volta in svantaggio entro il 6′ nelle ultime cinque (Lecce e Parma). L’unica consolazione? L’aritmetica Champions dista 8 punti. Ma urge un’inversione”. Malissimo tutti i difensori azzurri, malissimo tutti i i Fab Four. Si salva solo Milinkovic Savic che consente al Napoli di andare al riposo in svantaggio solo di un gol, avendo parato anche un rigore. Continua il quotidiano: “Conte prova a cambiarla nella ripresa: subito Elmas e Alisson per KDB e Frank, con McTominay in mediana; e poi Giovane in un 4-2-3-1 ancora inoffensivo. L’unico brivido è un palo esterno di Ali, ma è la Lazio a fare le cose giuste in contropiede: Buongiorno buca totalmente l’anticipo e Noslin parte. Tre tocchi e via: il bacio è di Basic. Mezza bugia anche in questo caso: lo 0-2 arriva tardi per la produzione offensiva e le chance create. Stabile il possesso Napoli: 67% finale. Ma conta altro: chiedere alla Lazio, vincente al Maradona per la quarta volta di fila. Mai nessuno c’era riuscito.”
