Il futuro è già qui: i 50+ giovani che possono riportare in alto l’Italia
Verso il Mondiale 2030: Come ritornare competitivi?
Il calcio italiano è arrivato al suo punto più basso.
Dopo l’eliminazione dai playoff per i Mondiali 2026 per mano della Bosnia, è crollato tutto: dalle dimissioni del presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Gabriele Gravina, a quelle di Gianluigi Buffon nel ruolo di capo delegazione, fino all’addio del commissario tecnico Gennaro Gattuso.
Una crisi profonda, tecnica e strutturale, che impone una domanda inevitabile: da dove ripartire? O forse, più precisamente, da chi?
Perché se è vero che il presente preoccupa, il futuro offre ancora spiragli. I giovani di prospettiva non mancano, ma vanno valorizzati, fatti giocare, messi nelle condizioni di crescere.
In questo articolo ho deciso di individuare i migliori talenti italiani che potrebbero affermarsi da qui al Mondiale 2030, o che sono già pronti a prendersi la scena.
Questa lista nasce quasi per gioco. Forse dalla voglia di trovare soluzioni immediate ai problemi della Nazionale, forse semplicemente dal bisogno di guardare avanti e lasciarsi alle spalle la brutta figura fatta a Zenica.
L’unico criterio imposto è: considerare esclusivamente calciatori nati dal 2002 in poi, quindi under 25 al momento.
🧤 PORTIERI
La porta è forse il reparto in cui siamo più al sicuro, visto che oltre al campionissimo Gigi Donnarumma (1999), ci sono portieri di grandissim0 livello già nel giro della Nazionale maggiore come Carnesecchi (2000), Caprile (2001), Di Gregorio (1997), Meret (1997) e Vicario (1996).
Di giovanissimi però ce ne sono, come ad esempio il portiere del Pescara Sebastiano Desplanches, nato nel Marzo del 2003, e che ha difeso i pali della Nazionale dall’under-15 fino al suo ruolo attuale di portiere dell’under-21.
Desplanches, nel 2023, ha partecipato con la Nazionale al Mondiale Under-20, dove si è classificato con l’Italia al secondo posto e ha vinto il premio di “Miglior Portiere” della competizione.
Un’altro nome da tenere d’occhio è quello di Tommaso Martinelli, nato nel Gennaio del 2006, e attualmente in forza alla Sampdoria, dove è in prestito dalla Fiorentina.
Martinelli, arrivato alla Samp lo scorso Gennaio, ha giocato fino ad ora 12 partite in Serie B, dove per 5 volte è riuscito a tenere la porta inviolata.
Proprio nell’ultima sosta nazionali, ha fatto il suo esordio con l’under-20, nell’amichevole giocata contro l’Inghilterra e pareggiata per 3-3. Inoltre, L’11 ottobre 2023 è stato inserito dal quotidiano inglese The Guardian tra i migliori giocatori nati nel 2006 a livello mondiale.
🛡️ DIFENSORI
Il reparto difensivo è quello che storicamente ha fatto le fortune dell’Italia, e di talento a livello giovanile ce n’è.
Su tutti ci sono chiaramente i nomi dei noti Giorgio Scalvini, difensore dell’Atalanta classe 2003, Calafiori dell’Arsenal (2002), Palestra del Cagliari (2005), Diego Coppola del Paris Fc (2003), Giovanni Leoni (2006), il quale si è messo in mostra la scorsa stagione al Parma fino a ricevere la chiamata del Liverpool, che ha portato il giovane centrale oltremanica.
Tra chi non ha avuto ancora modo di mostrarsi a livello nazionale c’è Davide Bartesaghi (2005), terzino del Milan, oltre alle due giovani promesse del Borussia Dortmund Filippo Mane (2005) e Luca Reggiani (2008), i quali hanno già esordito in prima squadra e, nel caso di Reggiani, trovato anche il primo goal tra i professionisti.
Sempre in Germania, ma al Borussia M’gladbach, c’è Fabio Chiarodia (2005), che ha debuttato in Bundes ormai tre stagioni fa e che piano piano si sta ritagliando sempre più spazio da titolare.
Altri giovanissimi pronti ad esplodere sono l’ottimo terzino del Brentford ed ex Fiorentina Michael Kayode (2004), Lorenzo Pirola (2002) e Alessandro Fontanarosa (2003).
Pirola, ora in forza all’Olimpyakos, è perno della Nazionale under-21, e ha già esordito in Serie A, nel 2020. È passato poi al Monza dove, nonostante tanti problemi fisici è riuscito ad imporsi e guadagnarsi la promozione in Serie A, dove poi a partire dall’anno successivo, ha trovato sempre più spazio con il passaggio alla Salernitana, dove in due anni ha collezionato 53 presenze nel massimo campionato italiano.
Chi in Serie A c’è tutt’ora invece è Daniele Ghilardi (2003), che quest’anno alla Roma sta trovando sempre più minuti.
Alla Fiorentina invece c’è Pietro Comuzzo (2005), che dopo l’exploit della scorsa stagione e l’avvicinamento al Napoli durante il mercato invernale, sta vivendo una stagione complicata a livello di prestazioni, ma rimane comunque titolare fisso e sicuramente molto promettente.
A questi si aggiunge Nicolò Bertola (2003) dell’Udinese. Lo stesso club friulano proprio quest’anno ha fatto esordire e concesso 5 presenze a Matteo Palma (2008), il quale è stato mandato in Serie B alla Sampdoria, dove ha già trovato il suo primo goal il 22 Marzo scorso contro l’Avellino.
Sempre in Serie B milita Gabriele Guarino (2004), titolarissimo dell’Empoli, che sta facendo una grande stagione ed è quasi sempre tra i migliori dei suoi.
⚙️ CENTROCAMPISTI
A centrocampo ci sono tanti ragazzi già protagonisti del nostro campionato, su tutti Cesare Casadei (2003), il quale, dopo aver vinto il premio di “Miglior Giocatore” al Mondiale Under-20 nel 2023 ed essere passato al Chelsea, è tornato in Italia, al Torino, dove quest’anno si sta mettendo in mostra grazie ai suoi 6 goal (5 in campionato e 1 in Coppa Italia).
Oltre a Casadei, in Serie A possiamo trovare Giovanni Fabbian (2003), Jacopo Fazzini (2003), Cher Ndour (2004) e Niccolò Fortini (2006) della Fiorentina, Fabio Miretti (2003), Tommaso Baldanzi (2003) e Niccolò Pisilli (2004).
Oltre a questi ragazzi ormai già affermati e conosciuti, nel nostro campionato abbiamo anche Cristian Volpato, classe 2003 (eleggibile anche per Australia) e Luca Lipani (2005), entrambi al Sassuolo.
Quest’ultimo è dotato di grande talento e anche grazie alle sue 48 presenze tra Serie A e Serie B con i Neroverdi, si è guadagnato la convocazione per l’under-21 di Silvio Baldini, il quale l’ha fatto debuttare il 5 Settembre 2025 contro il Montenegro, consegnandogli anche la fascia di capitano.
Della classe 2006 invece, ci sono Simone Pafundi, che ha già esordito in Nazionale maggiore, Giacomo De Pieri (di proprietà dell’Inter ma in prestito al Bari in Serie B) e il napoletano Emmanuele De Chiara, il quale si sta mettendo in mostra con l’under-20 degli Azzurri e ha trovato anche la convocazione con i “grandi” senza però essere mai sceso in campo.
Compagno di squadra di De Chiara, è Vincenzo Prisco (2008), che a suon di goal e ottime prestazioni si è guadagnato la fascia di capitano della nazionale under-19, seppur giocando da sotto età, il che dà molto più valore alle sue prestazioni.
Tra quelli che stanno sorprendendo in Serie B invece, ci sono Matteo Dagasso (2004) e Isaac Doumbia (2003), entrambi al Venezia, Kevin Zeroli (2005), di proprietà del Milan e in prestito alla Juve Stabia, dove ha trovato già una rete, Tommaso Berti (2004) in forza al Cesena e autore di 4 goal e 7 assist in campionato e Christian Comotto (2008) dello Spezia.
⚡ ATTACCANTI
Il reparto attaccanti dell’Italia è quello che negli ultimi 10 anni ha forse perso più qualità: dai vari Totti, Del Piero, Inzaghi, Gilardino e Toni, eroi del Mondiale 2006, fino a Quagliarella, Di Natale e Cassano negli anni 2010, siamo passati attraverso una fase povera di grandi goleador, anche se l’imminente futuro ci sorride visto che oggi possiamo schierare attaccanti di tutto rispetto come Moise Kean, Retegui e Pio Esposito.
Quest’ultimo è forse il fiore all’occhiello della prossima generazione, visto che in questa stagione, nonostante sia un classe 2005, ha già messo a segno 9 goal con l’Inter e 3 con l’Italia.
L’altro nome noto da affiancare a Pio nei sogni della nazionale del futuro è ovviamente quello di Francesco Camarda (2008), che si è fatto conoscere tra giovanili e prima squadra del Milan, fino ad arrivare al prestito al Lecce di quest’anno, dove ha segnato il suo primo goal in Serie A.
Nome ormai già famoso e molto interessante è quello di Samuele Inacio (2008), figlio d’arte e attaccante del Borussia Dortmund. Ha già debuttato in Bundesliga ed è un perno della Nazionale under-17, dove tra Mondiali ed Europeo di categoria ha già segnato ben 9 reti.
Il suo nome però è da tenere sotto controllo, visto che il doppio passaporto ha permesso al Brasile di mettere gli occhi su di lui. La Nazionale verdeoro infatti, sembra essere intenzionata a portare con se Inacio, a dimostrazione del suo grande talento, e quindi l’Italia deve sbrigarsi per non farsi sfuggire un baby fenomeno come lui.

Restando nell’ambito della doppia nazionalità, non si può non parlare di Nicolò Tresoldi (2004).
In questo caso però, è l’Italia che deve provare a portarlo via ad un’altra Nazionale, quella tedesca per la precisione.
Tresoldi infatti è nato a Cagliari, ma ha vissuto la sua vita in Germania, dove si è formato calcisticamente con la maglia dell’Hannover. Attualmente è al Club Brugges e sta vivendo una stagione fenomenale segnando ben 17 goal, di cui 4 in Champions League.

Altri nomi ben noti sono quelli di Wilfried Gnonto (2003) del Leeds, che ha già debuttato in Nazionale maggiore, Giuseppe Ambrosino (2003), di proprietà del Napoli ma in prestito al Modena, Luca Koleosho (2004) del Paris Fc e i due classe 2002 Gaetano Oristanio e Sebastiano Esposito.
In Serie A, inoltre ci sono i due classe 2006 Jeff Ekhator del Genoa, autore di 3 goal in campionato quest’anno e Lorenzo Venturino della Roma.
Tanto talento emergente però, lo troviamo tra Serie B e Primavera, dove spiccano i nomi di Alphadjo Cisse (2006), il quale viste le sue ottime prestazioni con la maglia del Catanzaro, si è meritato la chiamata del Milan per la prossima stagione;
Emanuele Rao (2006) del Bari ma di proprietà del Napoli, Mattia Liberali (2006) del Catanzaro, Antonio Arena (2009) della Roma U20, che ha trovato quest’anno addirittura la rete in Coppa Italia contro il Torino e infine, Antonio Raimondo (2004), in forza al Frosinone ma di proprietà del Bologna e già autore di 10 reti in Serie B.


Questa lista non è una soluzione, né una formula magica. È piuttosto una fotografia possibile di ciò che il calcio italiano potrebbe diventare nei prossimi anni.
Di talento, come abbiamo visto, ce n’è, ma da solo non basta: servono coraggio, programmazione e soprattutto fiducia nei giovani.
Il Mondiale 2030 può sembrare lontano, ma in realtà si costruisce oggi. Nelle scelte dei club, nelle convocazioni, nel modo in cui si decide di far crescere questi ragazzi.
Perché il vero punto non è solo “da chi ripartire”, ma se saremo davvero pronti a dare spazio al nuovo che avanza. Solo così potremmo tornare ad essere una nazionale seria e competitiva.
A cura di Guido Russo
