Farmaceutica, Mecchia (Chiesi): “Testo unico per innovazione e migliore accesso a cure”

0

(Adnkronos) – “Il Testo unico è una riforma strutturale della governance farmaceutica e, a mio avviso, è una grande opportunità. All’interno delle verticali dichiarate nel Testo unico ci sono il miglioramento dell’accesso al farmaco e la crescita degli investimenti. La crescita degli investimenti possiamo declinarla come innovazione, tipica dell’industria farmaceutica, che è finalizzata alla centralità degli interessi del paziente. Accesso e innovazione sono due facce della stessa medaglia e oggi, purtroppo, la regolamentazione fa sì che l’accesso a un nuovo farmaco possa richiedere anche 2 o 3 anni”. Lo ha detto Stefano Mecchia, Senior Director Communication & Corporate Public Affairs, Chiesi Italia Spa, nel suo intervento al convegno ‘Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide’, oggi a Roma.  

Factory della Comunicazione

“Il tema dell’innovazione – ha aggiunto – riguarda anche la presa di consapevolezza che l’industria del farmaco è una catena ad alto valore, che va preservata non con incentivi, ma tutelata nella sua integrità, visto che l’Italia” è “tra i primi produttori di farmaci in Europa. Dovremmo avere la capacità di tutelare le produzioni a livello di continente europeo, nonché italiano, dato che aziende multinazionali e industrie farmaceutiche italiane vanno a creare le possibilità di cura in una realtà complessa e sfidante”, dovuta anche a un contesto di invecchiamento demografico. 

“Il disegno di legge delega del Testo unico – osserva Mecchia – prevede il superamento della logica dei payback, questione che va di pari passo con il finanziamento del Fondo sanitario nazionale”. Dei passi avanti sono stati fatti, ma “fermi restando i due tetti di spesa – convenzionata e diretta – le proposte sono di creare un finanziamento percentuale rispetto al Pil e, in attesa dell’abrogazione del payback sulla diretta, andarne a diminuire” l’impatto “rispetto, ad esempio, agli investimenti in ricerca e sviluppo che vengono svolti dalle imprese farmaceutiche sul territorio italiano e continentale. A mio avviso, siamo molto vicini alla risoluzione di quello che non è più una salvaguardia, ma può essere un inibitore all’innovazione”. 

salute

[email protected] (Web Info)

Potrebbe piacerti anche
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.