Tra riflessioni e provocazioni, Aurelio De Laurentiis ha delineato la sua idea di riforma del calcio, proponendo meno squadre, partite più brevi, cartellini a tempo e club con un grande bacino d’utenza. Critica inoltre il sistema decisionale: “Nelle governo del calcio un membro vale un voto e allora devono far giocare tutti, perché hanno bisogno dei voti. Quindi, se il signor Ceferin vuole essere rieletto, deve accontentare tutti. San Marino ha lo stesso peso elettorale dell’Italia o dell’Inghilterra! Per voi è normale? Io non credo!”.
Secondo il presidente azzurro, anche la sostenibilità economica è un tema centrale: “Non si può avere una squadra di una piccola città con 50.000 abitanti. Perché quando la squadra gioca su DAZN o su SKY, quanti spettatori guarderanno? 3.000? 4.000? E la pubblicità? Perché Sky o DAZN devono pagare un sacco di soldi per questo tipo di partita?”.
Infine, come riportato da The Athletic, De Laurentiis ritiene che il campionato sia ormai diviso tra poche big – “Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma” – in lotta per trofei ed Europa e altre squadre impegnate soprattutto nella corsa salvezza.
