Napoli, quanti punti serviranno per la qualificazione?

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Tra Copenaghen e Chelsea. Fattore C: che fa rima anche con la sorte, quella buona che fin qui non ha sorriso troppo al Napoli. Servirà anche quello tra un mese. Servirà, soprattutto, che cambierà molto: si tornerà in Champions League il 20 e il 28 gennaio prossimi, tutto in una settimana con i conti decisivi da fare. Con due vittorie, sottolinea Il Mattino, il Napoli di Conte sarebbe abbondantemente dentro la graduatoria Playoff per giocare il passaggio agli ottavi di finale. Con risultati diversi, invece, bisognerà attrezzarsi di carta e penna e calcolatrice. E, forse, di qualcuno che sa fare bene i conti.
Dopo il crollo di Lisbona contro il Benfica, la squadra di Conte resta ancora in piena corsa: gli azzurri sono al 23° posto, il penultimo disponibile in graduatoria per la qualificazione ai Playoff. Per la differenza reti che premia Hojlund e compagni, nonostante tutto. Il Napoli ha conquistato 7 dei 18 punti disponibili. Poco per chi aveva altre ambizioni, ma di certo un bottino ancora sufficiente per poter sperare di andare oltre l’ultima gara del maxi girone.
Quanti punti serviranno per essere certi della qualificazione alla fine della stagione? Secondo le stime di Football Rankings, potrebbero bastare 9 o 10 punti per guadagnarsi anche l’ultima posizione disponibile. Ad oggi, secondo i calcoli dei super computer, Conte ei suoi non hanno più la possibilità di qualificarsi tra le prime 8 squadre in classifica, ma c’è l’80% di possibilità di guadagnarsi comunque la qualificazione. Lo studio si basa sull’andamento delle squadre in Champions fin qui e soprattutto sul valore espresso in campo: McTominay e compagni troveranno sulla loro strada il Copenhagen che, almeno sulla carta, è alla portata.
I danesi si fermeranno per diverse settimane prima della sfida agli azzurri, vista la pausa invernale prevista nella Superligaen intorno a Natale, il periodo con le temperature più rigide dell’anno in Danimarca. E poi il Chelsea da trovare al Maradona. La possibilità di ambire ancora alla qualificazione diretta, però, può essere un pericolo per gli azzurri. A gennaio si scoprirà.
C’è una sola stagione alle spalle per poter valutare la nuova formula introdotta dall’Uefa nel 2024-25. Come era andata un anno fa? La modalità di qualificazione aveva sparigliato le carte sul tavolo, mandando in tilt diversi top club. E infatti il ​​Manchester City di Guardiola aveva chiuso con 11 punti al 22° posto, in bilico fino all’ultima partita. E proprio 11 punti erano stati il ​​minimo per accedere ai Playoff, con il Bruges ultima squadra qualificata. Poco meglio era andata al Paris Saint Germain: i francesi, anche loro in difficoltà durante tutte le gare del maxi girone, si erano qualificati con 13 punti e un 15° striminzito posto.

 

Tutti, però, sanno com’è andata a finire: anche aiutata da un sorteggio benevolo, la squadra di Luis Enrique è arrivata fino alla Finale, battendo l’Inter e conquistando la Coppa per la prima volta nella loro storia. Insomma, i precedenti insegnano: qualificarsi tramite Playoff non significa avere meno chance rispetto agli altri. Ma due gare in più possono pesare. Con la classifica di oggi, il Napoli si ritroverebbe contro il Borussia. Non un ostacolo insuperabile, come tanti altri in giro per la classifica della Champions League. Gli ultimi 180′ a disposizione, saranno il bivio della verità.
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