La mossa di Antonio Conte

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A CHI?

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In genere, o talvolta, si parla a suocera perché nuora intenda, mentre Conte invece spedisce messaggi diretti – mica subliminali – all’una e all’altra, praticamente a chiunque, a cadenza (quasi) settimanale: stavolta, afferrato un pugno di fango, l’ha sistemato nel ventilatore e per la serie “a chi coglio coglio”, non ha risparmiato nessuno. Non la vecchia guardia, c’è da immaginare, con cui ha avuto modo di chiacchierare, ma neanche la nuova, quella da inserire con prudenza in un progetto di calcio che non può essersi sgretolato quando i giochi sono ancora aperti, eccome.

Però, altro in passato è capitato, per esempio a San Siro, dopo che la faccia di De Bruyne per la sostituzione esprimeva perplessità, smorzata brutalmente da tackle del Conte versione medianaccio: “Era contrariato? Spero per il risultato, sennò ha sbagliato persona”. E poi, imboccata la svolta, dopo la vittoria con l’Inter e quella di Lecce, carezze, gocce di miele e inversione a U: “Sono orgoglioso, ho dei guerrieri con me” ma anche “il Napoli gruppo forte, dà fastidio”.

Poi a Bologna la dotta, l’assolo che ha squarciato in due nel silenzio spettrale di una sconfitta dolorosissima e che ha pure legittimamente alimentato la dietrologia più cupa: “Non c’è cuore, ognuno pensa a sé”.

IL FUTURO

Ma con chi ce l’aveva? Un disperato, “erotico” stop per tentare di frenare l’emorragia di risultati, per scuotere da fuori il Napoli di dentro, per restare fondamentalmente fedele a se stesso – piaccia o no, ma chi se ne frega – a procedere secondo antiche abitudini che a volte ritornano. “Non siamo una squadra e io non posso proteggere più nessuno. Mi dispiace perché non sto riuscendo a cambiare questa tendenza. Bisogna ritrovare la cattiveria, lo spirito giusto. E deve essere creata l’alchimia, non limitarsi al compitino ma giocare come chi ha altissime aspettative. Dopo la quinta sconfitta stagionale bisogna addentrarsi nelle riflessioni”. O afferrare la bacinella e buttare l’acqua sporca, ma non il bambino.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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