Abate torna a casa: dalla Campania al Milan e ora alla guida della Juve Stabia

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Ignazio Abate è tornato in Campania da allenatore della Juve Stabia, chiudendo un cerchio che lo ha visto partire giovanissimo verso il nord per seguire la carriera del padre calciatore. Ora è alla guida di una squadra di Serie B, ma il suo pensiero va spesso al nonno Pasquale, suo primo tifoso e figura fondamentale della sua infanzia, scomparso prima di poter vederlo allenare.

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Abate racconta il legame profondo con le sue radici meridionali e con la famiglia, forgiato anche attraverso i racconti e la passione calcistica del nonno, grande tifoso del Napoli. Proprio con il Napoli, nel 2004, il giovane Ignazio ha vissuto le sue prime esperienze da professionista, in una città dove il calcio è vissuto intensamente. Ricorda con affetto quel periodo, l’accoglienza dei compagni e un gesto di De Laurentiis: un lettore DVD come regalo per i suoi 18 anni.

Oggi allena la Juve Stabia con entusiasmo, dopo aver scelto consapevolmente una piazza calda e impegnativa per continuare il proprio percorso di crescita. Dopo un infortunio che lo ha tenuto fuori dal campo nel finale di carriera, ha iniziato a formarsi prima come dirigente, poi ha capito che la sua vera strada era in panchina. Decisivo l’incontro con De Rossi e l’esperienza nelle giovanili del Milan, grazie anche alla fiducia di Carbone e Maldini.

Abate si definisce un tecnico che cerca l’ambizione nei suoi calciatori e li sprona ad andare oltre la mediocrità, mantenendo sempre umiltà e voglia di migliorarsi. I suoi modelli? Allenatori sinceri e diretti come Malesani, Mihajlovic, Leonardo e Gattuso, che considera un amico e l’uomo giusto per guidare la Nazionale, per carisma e leadership.

Ricorda con orgoglio l’Europeo 2012, giocato con Prandelli, e i valori di quel gruppo. E tra i suoi ricordi più vivi c’è anche Balotelli, che in quell’estate aveva dimostrato di poter essere tra i migliori attaccanti d’Europa. Oggi segue poco la Serie A per via degli impegni, ma si aspetta presto una spaccatura tra le squadre che lottano per il vertice e il resto.

Alla fine, un ringraziamento speciale va a Leonardo, che nei suoi primi tempi al Milan gli diede fiducia e convinzione, rendendolo consapevole di poter stare in mezzo a grandi campioni.

Fonte: Il Mattino

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