Ziliani (Il Fatto Quotidiano) sicuro: “Il vero top player del Napoli-scudetto non era né Osimhen né Kvaratskhelia, ma Spalletti”

0

Paolo Ziliani, giornalista de Il Fatto Quotidiano, scrive attraverso i suoi profili social in merito al momento negativo del Napoli, dopo la sconfitta, la terza consecutiva da quando c’è Mazzarri sulla panchina azzurra, contro la Juventus per 1-0. “Se il Napoli del dopo scudetto è piombato in questa situazione di inattesa difficoltà, la malattia di cui soffre ha un nome e un cognome ben precisi: Luciano Spalletti. napoli verona spallettiL’allenatore che non c’è più e che un anno fa era per il Napoli quello che erano Rinus Michels per l’Ajax di Cruijff, Arrigo Sacchi per il Milan di Gullit e Van Basten, Pep Guardiola per il Barcellona di Messi e Iniesta. E allora, senza dimenticare che a portare Spalletti a Napoli era stato De Laurentiis, e che De Laurentiis – con tutti i difetti che può avere come dirigente e con tutta l’antipatia che può suscitare come uomo – è il presidente che ha portato il Napoli a livelli di grandezza calcistica raggiunti prima, e non con la stessa durata e continuità, solo ai tempi di Maradona, senza dimenticare tutto questo, dicevo, l’unico, vero e grande errore che il Napoli sta pagando in questa prima stagione del dopo-scudetto è quello di aver perso Spalletti. Un errore compiuto da un presidente la cui intelligenza e la cui abilità manageriale non sono in discussione, ma che non si intendeva di calcio a sufficienza per capire al volo che quel che avrebbe dovuto fare fin dal pronti-via della stagione scorsa, quando il Napoli letteralmente esplodeva in tutta la sua bellezza sotto gli occhi del mondo asfaltando la concorrenza in Italia e macinando gol e spettacolo in Europa, era convocare Spalletti in sede, dirgli che se Allegri e Mourinho erano gli allenatori più pagati della Serie A a lui avrebbe alzato da subito lo stipendio dandogli un milione in più, perchè lui era il vero top-player del Napoli, più importante di Osimhen e di Kvaratskhelia, e che per favore firmasse subito il prolungamento del contratto per almeno due anni. Se il Napoli da ottima squadra qual era ormai da anni, dai tempi del primo Mazzarri passando per Benitez, Ancelotti e Gattuso e arrivando a oggi, era diventato quella perfetta macchina da guerra che tutti stavamo ammirando sbalorditi e increduli, ciò stava succedendo in virtù della superiore bravura di Spalletti che sembrava avere trovato l’elisir di lunga vita (e di lunghe, spettacolari vittorie). 

Factory della Comunicazione

Potrebbe piacerti anche
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.

I agree to these terms.