Il Bologna potrebbe trovare nell’equilibrio la chiave per affrontare il Napoli

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La Grande Tentazione alberga da giorni nella sua testa, ma vai a sapere se alla fine Thiago Motta la farà salire anche al potere, voltando di conseguenza le spalle a quei concetti con i quali ha spesso (se non sempre) convissuto in passato, oppure se deciderà di non abbandonare la strada vecchia per la nuova, avendogli regalato tra l’altro anche buoni risultati.
Detto questo, indipendentemente da quella che sarà la sua scelta, non cambierebbe né la sua idea di volersela giocare fino in fondo questa sera contro il Napoli né dovrebbe cambiare l’atteggiamento della squadra, anche perché non è un calciatore al posto di un altro che ti fa vincere o perdere una partita, ma caso mai è soprattutto una questione di consapevolezza e convinzioni, quelle che per poter chiudere il pomeriggio con un risultato positivo sia consigliabile costruire un Bologna più di assalto o di contro uno che abbia maggiori equilibri, di fronte a un Napoli che vuole e (anche) deve vincere per allontanare i fantasmi che hanno cominciato a popolare il centro tecnico di Castel Volturno. Morale: ammesso che Thiago Motta non abbia già deciso, sarà la notte a portargli consiglio, certo è che per il momento non ha comunicato niente ai suoi calciatori, volendo (come sempre) mantenere tutti sulla corda.

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GUAI A PERDERE I GIUSTI EQUILIBRI. Quali sono le due opzioni che a un giorno da Bologna-Napoli continuano a tenere banco a Casteldebole? La prima non prevede particolari cambiamenti, almeno per quanto riguarda il sistema di gioco, e se così fosse sarebbe di nuovo un Bologna modellato sul 4-3-3, con Freuler, Aebischer e Ferguson a centrocampo e con Ndoye, Zirkzee e Karlsson in attacco. Sì, ancora una volta Orsolini comincerebbe dalla panchina, ma solo perché non è ancora nelle migliori condizioni fisiche, tenendo presente come non abbia potuto fare la preparazione estiva e nemmeno le amichevoli precampionato per colpa della pubalgia.
Passiamo all’eventuale seconda opzione: non dimenticando come sulla fascia destra il Napoli abbia Di Lorenzo che sale in continuazione per sovrapporsi all’esterno alto, Thiago potrebbe anche entrare nell’ordine di idee di aggiungere un centrocampista a scapito di un esterno alto, si intende. Certo, come tante volte è accaduto nel precedente campionato quando su uno dei due lati si sono alternati Soriano, Ferguson ed Aebischer. E questo per garantire un maggiore equilibrio al Bologna. Se ciò dovesse di nuovo succedere, la sensazione è che finirebbe per essere Karlsson a dover restare fuori.
Questo pomeriggio contro il Napoli, poi giovedì (sempre di pomeriggio) a Monza, infine domenica all’ora di pranzo contro l’Empoli, che nel campionato passato, in un modo e in altro, riuscì a fare 6 punti contro il Bologna approfittando anche della buona stella di Paolo Zanetti, che già l’anno prima aveva vinto a Bologna con il suo Venezia facendo solo un tiro in porta. Ora Zanetti è stato esonerato dopo lo 0-7 di Roma, ma ugualmente l’Empoli resta un cliente estremamente scomodo e complicato, come d’altra parte lo è anche il Monza.
Di sicuro questa sarà una settimana piena di significati per il Bologna, che per certi versi è ancora un cantiere aperto, è vero, ma che per altri deve evidenziare di aver fatto alcuni progressi in questi ultimi giorni. Anche se… anche se ieri il Verona ha dimostrato a San Siro contro il Milan quello che è il suo spessore, almeno attualmente. Dove vogliamo arrivare? A tutte le critiche (di sicuro quanto meno esagerate) che sono arrivate addosso al Bologna tra lunedì sera e martedì per la mancata vittoria del Bentegodi, come se la squadra di Thiago Motta avesse completamente sbagliato la partita. Come sempre, è una questione di equilibrio e di sano realismo.

Fonte: Gazzetta dello Sport 

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