Gol di Osimhen, collettivo e la ricetta spallettiana: così il Napoli ha superato Maradona e i tre tenori

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18Osimhen come al solito segna, Kvaratskhelia questa volta no, ma ha spaccato in due la difesa dell’Eintracht e dimostrato che ogni volta che non è gol ci va vicino. Doppietta del nigeriano, rigore di Zielinski, 3-0 e il Napoli vola per la prima volta nella sua storia ai quarti di Champions. Eppure, nonostante il pressing alto e i continui recuperi palla in zona offensiva, non si ha mai la sensazione che la squadra di Spalletti stia davvero spingendo sull’acceleratore. Perché non ce n’è bisogno, basta gestire con calma il possesso e aspettare il momento giusto per verticalizzare, si veda ad esempio la prima occasione con Zielinski per Kvaratskhelia fermato da Trapp, poi con Lobotka che ha mandato Politano oltre la linea difensiva avversaria per il cross dell’1-0 firmato Osimhen. Così il nigeriano ha raggiunto quota 50 gol con la maglia del Napoli, di cui 15 di testa, l’ultimo addirittura a piedi uniti e a 2,40 metri d’altezza, come ha ‘misurato’ https://www.fanpage.it/.

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Da Zielinski a Simeone, la forza del collettivo si misura anche nei gol

Certo il vantaggio unito al 2-0 dell’andata ha reso la ripresa una formalità: sono bastati 8 minuti per il 2-0, con Osimhen a finalizzare il sesto assist stagionale del capitano Di Lorenzo, e i gol del numero nove sono diventati 23 in 28 presenze. Se Osimhen firma i gol, i centrocampisti giocano una gara sontuosa, in particolare Lobotka e Zielinski, che si è procurato e ha segnato il rigore del definitivo 3-0. I suoi 4 gol in questa Champions dimostrano la forza di un collettivo che manda in gol un po’ tutti, perché a quota 4 i capocannonieri di coppa degli azzurri sono anche Osimhen, Raspadori e Simeone. Spalletti ha fatto ruotare un po’ di uomini e fatto rifiatare negli ultimi dieci minuti Osimhen regalandogli la standing ovation dello stadio intitolato Maradona. Nemmeno Diego riuscì a portare il Napoli ai quarti di Champions. C’è riuscito Osimhen, c’è riuscito Spalletti creando un gruppo che giocando così può pensare a qualsiasi traguardo.

Dove si sono fermati i Napoli del passato, può il “Maradonapoli” di Spalletti

Non sorprende che sempre più tifosi azzurri e scommettitori decidano di lasciarsi andare assecondando l’ottimismo del presidente De Laurentiis e puntando addirittura sull’alzata della coppa, magari sfruttando anche uno dei bonus di benvenuto dei bookmaker e casinò messi in vetrina sul sito https://www.bonusfinder.it/, che compara le offerte online più convenienti. Tutto è possibile per questo “Maradonapoli” che va oltre Maradona, supera il mito, demolisce un tabù e scrive la storia con la S maiucola. Laddove non era riuscito il Pibe e avevano fallito prima i tre tenori Cavani, Lavezzi e Hamsik, poi Mertens e Insigne, può farlo questo Napoli. Per far fuori l’Eintracht non è servito il fattore C, da ricetta spallettiana, ma cuore e coraggio, sempre da ricetta spallettiana. Il Napoli è salito sulla giostra del G8 delle grandi d’Europa e sembra abbia voglia di fare ancora altri giri.

Il “giochino” di Guardiola che non piace. Ma le rivali sono tutte avvisate

“Un piccolo pezzo di storia è stato fatto”, ha riportato https://www.tuttomercatoweb.com/ dalle dichiarazioni a fine partita del capitano Di Lorenzo, una delle assolute garanzie di questo Napoli. Poi Osimhen l’implacabile, Kvaratskhelia fenomenale, la direzione di Lobotka, la presenza fisica e tecnica di Zielinski, Kim una roccia, Meret l’affidabile: quando emergono le qualità di questi calciatori e di tutti gli altri azzurri, e quando queste qualità si coniugano con l’idea di gioco, ogni avversario sparisce inesorabilmente dal campo. Mentre la storia è stata scritta, da Manchester Guardiola lodava il Napoli, “la squadra più forte d’Europa”, Spalletti ha ringraziato ma ha svelato a tutti il “giochino”. Del resto il valore della rosa del City supera il miliardo d’euro, quella del Napoli vale poco più della metà, vorrà pur dire qualcosa, anche se in campo, per dirla con le parole del leggendario Cruijff, una borsa di denaro non ha mai fatto un gol. Senza stelle strapagate, li fa eccome questo Napoli, la squadra più prolifica della Champions con 25 reti. Tutte le sette rivali rimaste in gioco sono avvisate.

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