Il calcio incontra la politica: decreto spalmadebiti e diritti tv. Renzi contrario

Il calcio entra in politica

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Alla Commissione Bilancio del Senato il presidente Lotito riesce a far passare due emendamenti al testo di conversione in legge del Decreto Aiuti quater, che andrà approvato entro il 17 gennaio: prevede la possibilità di diluire tasse, iva e contributi in 60 rate mensili (le prime tre da pagare entro dicembre). In questo modo i circa 500 milioni di debiti del calcio con la finanza, di cui 380 i soli club di Serie A, andrebbero restituiti in 5 anni senza interessi e sanzioni penali o sportive. Il timore “che non pagando ci vengano a sequestrare i centri sportivi“, manifestato alla Commissione Bilancio del Senato dal numero uno della Lega Serie A, Lorenzo Casini, così sarebbe scongiurato. A presentare l’emendamento sono stati FI, FdI, Pd, M5S, Autonomie e Misto, con la regia del senatore forzista Claudio Lotito. Contrario Matteo Renzi: “Se in una legge di Bilancio che aumenta il costo della benzina si danno dei soldi alle società professionistiche di calcio, anziché dire loro imparate a gestire i budget in modo serio, io non soltanto voto contro, ma chiederò di intervenire in Aula“. Il calcio di alto livello, invece, ritiene che un aiuto dal governo gli spetti di diritto visto che la pandemia ha portato a continue restrizioni di pubblico, senza alcun sostegno rispetto a quelli garantiti, ad esempio, a spettacolo e teatro. L’altro emendamento, invece, andrebbe a correggere l’attuale legge Melandri espandendo la durata dei contratti dei diritti tv da tre a cinque anni e quelli attuali andrebbero prolungati di altri due anni.

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Fonte: Corriere dello Sport

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