Soldini: “Giro il mondo, navigando e Napoli la ritrovo sempre, ovunque”

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Giovanni Soldini. Basterebbero nome e cognome. Buona parte della storia della vela italiana è racchiusa qui. Stasera farà parte di un equipaggio molto nutrito, parteciperà alla 67esima edizione della «Tre Golfi». A bordo, sul trimarano Maserati Multi70, con lui il comandante Guido Broggi, Oliver Herrera Perez, Thomas Joffrin, Francesco Pedol, Alberto Riva e Gianluigi Ugolini.
Soldini, cosa rappresenta per lei questa esperienza? «La Tre Golfi è una bellissima regata. È un appuntamento oramai storico e il golfo di Napoli è un posto stupendo dove gareggiare, ma anche soltanto vivere il mare».
Per lei non sarà la prima volta… «Avevo già partecipato all’inizio degli anni 2000 col trimarano Tim, e quando quest’anno abbiamo messo in acqua la nuova barca Maserati Multi 70 abbiamo pensato che quella della Tre Golfi potesse diventare un’ottima occasione per fare una bella esperienza».
Che rapporto ha lei con Napoli? «È una città speciale, che ti lascia dentro sempre qualcosa di nuovo, di diverso».
E lei di città ne ha viste tante durante i suoi viaggi in giro per il mondo… «E proprio Napoli la ritrovo sempre ovunque».
Davvero? «A partire dai napoletani. Sono in ogni angolo del mondo e sanno sempre farti sentire a casa. Trasmettono calore, proprio come questa terra davvero speciale. E poi, diciamoci la verità: la pizza è un marchio di fabbrica che ci accompagna davvero ovunque».
Anche il rapporto tra Napoli e la vela è sempre stato particolarmente stretto. «È un rapporto storico e si continua a rinnovare nel tempo. Non è certo un caso che Napoli sia la patria di tantissimi velisti di valore».
E lei cosa si aspetta dalla regata che parte stasera? «In questo caso le insidie maggiori sono date dalle previsioni del tempo che al momento indicano poco vento. Questo vuol dire che potrebbe essere più lunga del previsto».
Beh, la durata di una regata non dovrebbe essere certo un problema per lei… «Infatti non temo la durata della regata, ma la necessità di essere abili a giocarsela con le ariette che dovremo saper prendere volta per volta».
Lei sarà a bordo di un’imbarcazione che fa della velocità il suo punto di forza. «Per questa regata, però, abbiamo scelto l’assetto normale, ovvero non volante. Solitamente, quando c’è vento, riusciamo a sfiorare anche i 40 nodi di velocità. Stavolta sarà difficile raggiungere quei picchi, ma daremo il massimo per lo spettacolo».
Al netto delle condizioni di questo fine settimana: consiglierebbe ancora Napoli come casa di un’eventuale prossima edizione di America’s cup? «Intanto speriamo che Prada si aggiudichi la coppa, poi perché no? Tutto può succedere».
Pino Taormina, Il Mattino
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