Gaetano: “Napoli posso essere il tuo nuovo Hamsik! Ancelotti e un aneddoto in una serata di Champions League”

Gaetano è cresciuto nelle giovanili arrivando in serie A con la Cremonese

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Nell’arco di 24 ore è successo di tutto. Il 5 maggio ha compiuto 22 anni; il giorno dopo ha conquistato la promozione in serie A con la maglia della Cremonese. Ma per Gianluca Gaetano sembra davvero che nulla possa rientrare nella sfera dell’impossibile. Inutile girarci troppo attorno, il ragazzo di Cimitile, cresciuto nelle giovanili del Napoli e diventato grande con la maglia della Cremonese, ha imparato prima di tutto a rimanere sempre con i piedi per terra. Anche perché i suoi piedi sono tutt’altro che banali.

Andiamo subito al finale thrilling di Como-Cremonese. «Noi dovevamo vincere, ma i nostri tre punti non sarebbero bastati da soli».

Serviva un passo falso di Lecce o Monza... «All’84’ ho capito che qualcosa sugli altri campi era successo perché ho visto la nostra panchina esplodere. Poi mi hanno detto del gol del Perugia sul Monza e da quel momento ho trascorso gli ultimi minuti con gli occhi alla panchina per capire se arrivassero nuovi aggiornamenti».

I risultati non sono cambiati, il Monza ha perso e la Cremonese ha vinto: a quel punto? «È iniziata la festa. Una festa meritata. Anche se abbiamo avuto un periodo difficile nelle ultime partite, ma sapevamo che poteva succedere ancora qualcosa nei 90 minuti finali. C’era uno spiraglio e ci siamo infilati alla grande. Sono contento per i nostri tifosi: Cremona è la mia seconda casa».

Come vedevate la promozione all’inizio della stagione? «Ho accettato questa sfida per la terza stagione perché sapevo che questo poteva essere l’anno giusto per qualcosa di importante. Anche perché Pecchia ci ha fatto credere fin da subito nella promozione: ha una mentalità vincente».

Per lei che allenatore è stato? «Abbiamo un rapporto bellissimo e gli devo molto».

Ovvero? «L’anno scorso è arrivato a gennaio, quando io ero in partenza. Poi, però, mi ha voluto e mi ha convinto a rimanere. Lo ringrazio perché in quel periodo li mi è stato vicino e mi ha dato fiducia».

A proposito di allenatori: lei ha esordito tra i professionisti con il Napoli grazie a Carlo Ancelotti. Ci dica la verità: farà il tifo per lui anche nella prossima finale di Champions? «Non potrei fare diversamente. È davvero un grande. Posso raccontare un aneddoto?»

Prego. «Il 10 dicembre 2019 mi ha fatto esordire in Champions contro il Genk dicendomi: quanto vuoi giocare, 20 minuti vanno bene? Gli dissi che sarebbe stato perfetto e lui al 70′ mi ha fatto entrare. È stato di parola».

Il Napoli è stato il suo passato: adesso sarà il suo futuro? «Mi farebbe piacere giocare col Napoli, tanto più perché sono napoletano. Ma il mercato lo segue il mio agente. Io penso a dimostrare tutto in campo».

Da napoletano è pronto a raccogliere l’eredità di Insigne? «I record che ha fatto Lorenzo sono qualcosa di importante. Per me è ancora presto, ma posso dire che per me Napoli rappresenta tutto».

E allora se non Insigne, Gaetano chi sarà da grande? «È difficile fare paragoni, ma mi è sempre piaciuto molto Hamsik. È un centrocampista da 10-12 gol a stagione. Oggi direi che Fabian Ruiz e Zielinski sono quelli ai quali sono più simile come caratteristiche».

Che sarebbero.. .«Posso giocare nel centrocampo a due o fare la mezzala nel centrocampo a tre. Mi piace stare nel vivo del gioco, toccare tanti palloni e perché no: fare anche gol».

Qual è il segreto di Gianluca Gaetano? «La mia famiglia».

Ci dica di più. «Mio padre è stato importante per me fin dall’inizio della carriera. Mi è stato vicino e infatti ho scelto i numero 70 che è il suo anno di nascita. Anche adesso mi segue ovunque. Ma in generale la mia è una famiglia che vive di calcio e di sport. Mi fa stare bene, mi rasserena e mi dà una forza in più ogni volta».

Fonte: B. Majorano (Il Mattino)

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