Lorenzo lo scudetto è sull’ultimo treno e perde la nazionale Mancini ha scelto il suo erede

Insigne lascerà il Napoli: intanto nell'Italia il ct Mancini ha scelto il romanista (e la sua fantasia) come suo erede

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Lorenzo contro Nicolò. Il (quasi) passato contro il presente e il futuro dell’Italia. La vecchia guardia e quella nuova che si passano il testimone e che si affrontano sui campi di serie A per l’ultima volta. Lorenzo contro Nicolò, con Mancini che potrebbe ricominciare dal romanista se, come sembra, Insigne ha chiuso la sua avventura con la Nazionale. Uno all’assalto dello scudetto, l’altro di un riscatto dopo che la sfortuna si è accanita. Il video con il giapponese che dice «Juve m…» fa il giro del web. Compresa la reazione di Lorenzo Insigne che quasi si imbarazza per l’insulto del tifoso che arriva dal Sol Levante. Meno sei, poi per l’ex ragazzo di Frattamaggiore si aprono le porte del Canada. Titolare con la Roma, certo. Non ci sono dubbi per Spalletti. Là davanti ballano tutti, non certo lui. Intoccabile. E lo sarà fino alla fine. I titoli di coda si avvicinano ma Lucianone non mette da parte il suo capitano. Che differenza con gli ultimi suoi capitani, da Totti a Icardi. Con Insigne, Spalletti si è subito trovato a suo agio: mise fuori Totti e perse Icardi, certi capitani, c’è poco da fare, capitano solo a lui. Pur non essendoci chissà che rapporti non lo ha mai messo in discussione: il tecnico non ha legami speciali, non ha pupilli, non ha occhi di riguardo per questo o quello. Il tecnico di Certaldo non dà confidenze, né se le prende: e con Insigne, il suo capitano, non ha mai avuto problemi.
MAI IN BILICO
Insigne incrocia Zaniolo. È la quarta volta in carriera. Tra i due una sorta di staffetta anche in ottica Nazionale: difficile per Lorenzo che ci sia spazio per lui nella nuova Italia che ripartirà a giugno. Peraltro, non si sa neppure se ne ha tutta questa voglia. Il capitano del Napoli e Zaniolo hanno giocato poco assieme con la Nazionale e mai assieme dall’inizio. L’ultima volta (per un totale di 4) in Svizzera, nello sciagurato 0-0 del Saint Jakob Park di Basilea. Nicolò e Lorenzo hanno un legame nato a Coverciano: e quando Zaniolo si ruppe il ginocchio, nel 2020, Insigne gli mandò un messaggio pubblico di incoraggiamento. Sarà la partita della staffetta: il 31enne che va via dall’Italia e il 22enne che sogna di prendersela l’Italia. Anche se la strada è in salita. Insigne vive questi giorni che lo separano alla partenza con grande malinconia: solo chi non lo conosce pensa che l’ingaggio milionario sia una cosa consolatoria. Non è così: mai sarebbe voluto andare via da qui, avrebbe fatto carte false pur di restare ancora il capitano del Napoli. Non può farci nulla. Fino all’ultimo istante, nonostante la trattativa col Toronto sia iniziata a ottobre – come svelato dal Mattino – con l’incontro al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo (ricordate? «Stavamo solo comprando un appartamento negli Stati Uniti»), Insigne ha sperato in una intesa last-second con De Laurentiis. Ma nessuna proposta è arrivata. Neppure al ribasso. Zero. Ora prima di andare vuole conquistare lo scudetto. Da consegnare anche al papà Carmine, che per anni ha fatto da autista al figlio a Castel Volturno, aspettandolo per ore all’esterno che svolgesse l’allenamento. Insigne affronta la Roma per la ventesima volta in carriera, con 4 gol fatti. Per Spalletti un punto fermo, mai in bilico. Fonte: Il Mattino
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