A MENTE FREDDA (RUBRICA)- Tutte le curiosità su Napoli-Fiorentina

approfondimento su Napoli-Fiorentina

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Il Napoli tornerà in campo a pasquetta nella sfida della 33° giornata di campionato al “Diego Armando Maradona” contro la Roma.

Napoli e Fiorentina si sono affrontate ieri pomeriggio alle ore 15 allo stadio “Maradona” , nella gara valida per la 32° giornata di serie A. I partenopei avevano da inseguire il sogno scudetto, mentre i toscani sono in piena lotta per un posto in Europa dopo tanti anni di sofferenza. Alla fine ne è venuta una vittoria spettacolare degli ospiti col punteggio di 3-2 che forse chiude ogni velleità e ambizione tricolore per il Napoli.

Ecco i principali spunti del match:

  • Le partite maledette: non è vero ma ci credo dice il proverbio. E in casa Napoli sembra che quando ci sia qualcosa di importante in palio a distruggere tutti i sogni siano le sfide Inter-Juve Napoli-Fiorentina (non importa su quale campo giocate). Era successo nel 2018 e si è ripetuto adesso, due sfide giocate in questo ordine temporale che hanno sancito con ogni probabilità anche stavolta la fine della corsa scudetto ( si aggiunga che bianconeri e nerazzurri hanno a due turni dalla fine estromesso i partenopei dalla Champions lo scorso anno). Speriamo soltanto che al prossimo sorteggio dei calendari il computer possa essere un pochino più clemente…

 

  • Il mismatch: personalmente credo che bisogna fare solo i complimenti a Mario Rui per la stagione disputata in maglia azzurra, al netto di qualche fisiologica brutta prova. Ma ieri il portoghese è stato letteralmente surclassato da Nico Gonzales che lo ha massacrato sin dai primi minuti. La colpa ovviamente non è sua, ma di Lucio che non è riuscito ad apportare alcun correttivo per cercare di frenare le scorribande dell’esterno argentino e della società che da cinque anni ha messo a disposizione come alternativa un Ghoulam in versione “I.N.P.S.” (il cui ingresso negli ultimi 3 minuti qualcuno mi deve spiegare).

 

  • La ventata belga: forse si arrabbierà Spalletti se diciamo che nessuno tra stampa, addetti ai lavori e tifosi ci aveva capito tanto su chi fosse il suo vero “bersaglio” sportivo. Troppo concentrati a sviscerare ogni singolo gesto tra l’allenatore e Insigne, da non far caso a come per età, personalità e amore dal pubblico, sia forse proprio Mertens a vestire i panni del “Totti partenopeo“. In realtà, pur essendo vero che il belga non ha più il fisico per giocarle tutte, va detto che è la vera anima della squadra e anche ieri ha realizzato la splendida rete del temporaneo 1-1. La squadra che, come diciamo da tempo, ha spesso palesato forti limiti caratteriali nei momenti cruciali della stagione, ha bisogno di Ciro in campo il più tempo possibile. Soprattutto se gli esterni, dopo la felice parentesi di Bergamo, sono tornati ad essere innocui sotto porta…

 

  • La nuova dimensione: questa sconfitta (o forse già  la vittoria dell’Inter a Torino) a mio avviso chiude ogni tipologia di discorso in chiave scudetto con sei giornate d’anticipo. C’era chi a Napoli domenica scorsa ha brindato per la sconfitta della Juventus, peccando del solito provincialismo e di una visione miope. Forse i bianconeri alla fine sorpasseranno anche i partenopei in classifica, ma adesso serve chiudere definitivamente il discorso “Champions” affrontando a Pasquetta in casa la Roma quinta in classifica a nove punti di distanza. Bisogna vincere per evitare che i soliti vecchi fantasmi partenopei riaffiorino…

Articolo a cura di Marco Lepore

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