Gianni Di Marzio e il suo sogno di dare importanza al settore giovanile!

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Le testimonianze d’affetto per la famiglia di Di Marzio, dopo la scomparsa di Gianni, sono state tante e tutte sentite, da chi lo aveva conosciuto bene a chi ne aveva soltanto ascoltato la sua storia di vero uomo di calcio. Non sarà più possibile per gli appassionati vederlo in tv, o ascoltarlo alla radio, e per gli addetti ai lavori incrociarlo in qualsiasi stadio del mondo per una partita di qualsiasi categoria. Ma si può ricordare Di Marzio con un progetto. Ne parlava spesso con il giornalista Guido Prestisimone, che della valorizzazione del settore giovanile (del Napoli, in questo caso) aveva fatto una vera e propria battaglia. Ecco, sarebbe il caso di provare a seguire la “traccia” di Di Marzio dando impulso al settore giovanile di tutti i club campani, del Napoli in particolare. Perché qui ci sono meravigliosi talenti, purtroppo pescati da società di altre regioni o addirittura di altri Paesi. Lui era partito dal calcio giovanile, lavorando per i vivai del Napoli e poi entrando nello staff dell’Internapoli, la seconda squadra cittadina che era allenata da Luiz Vinicio. Era orgoglioso di aver vinto due volte il premio Seminatore d’Oro per i successi con calciatori semisconosciuti. Credeva molto nei giovani e riteneva che qui, nella sua terra, vi fossero eccezionali talenti. Nell’era della globalizzazione può far sorridere, ad esempio, pensare a un Napoli con tanti napoletani. Ma neanche si può ignorare questo patrimonio tecnico che Di Marzio conosceva molto bene, perché la sua curiosità lo spingeva anche adesso sui campi di provincia o delle scuole calcio per osservare giovani giocatori. Tra un po’ andrà via l’unico napoletano del Napoli, capitan Insigne, e non ci sarà nessun altro napoletano: ci pensi De Laurentiis.
Fonte: Mattino.it
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