Durante la pandemia Spalletti ha studiato il “nuovo” calcio

Il tecnico di Certaldo trova le giuste contromisure a gara in corso e con ottimi risultati

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Luciano Spalletti quando è uscito dalla propria bolla, il salotto di casa sua ma anche la tenuta che governa con passione, ha scoperto di doversi immergere in un calcio diverso da quello che aveva lasciato uscendo da San Siro: la pandemia l’ha modificato, ha compresso i calendari e suggerito i padroni del vapore ad intervenire, permettendo cinque sostituzioni. Puoi cambiare mezza squadra, insomma, e se sei consapevole della tua forza, puoi ribellarti a ciò che dice il campo. Con il Venezia, essendo rimasto in dieci al 22′, Spalletti è stato costretto dall’infortunio di Zielinski a chiedere ad Elmas un contributo speciale: destro secco, minuto 28 della ripresa, e paura passata. Ma l’adrenalina di Leicester s’avverte ancora, perché proprio mentre butta dentro Politano, il debutto del Napoli pare finito: 2-0 per Brendan Rogers, grazie ad una serie di errori da fascia a fascia, e soltanto 25′ al triplice fischio. Invece, succede proprio che….«Voglio sottolineare, e spero lo facciano tutti, l’importanza della panchina, di uomini che hanno reso fondamentale la nostra rimonta: sono stati bravissimi, nonostante il doppio svantaggio, ad impossessarsi subito della partita, offrendo un contributo notevole e direi anche decisivo». 

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Fonte: A. Giordano (Cds)

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