La Serie A dei vecchietti, tra Ibra, Quagliarella, Dzeko e non solo

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Il momento in cui è necessario appendere le scarpe al chiodo arriva per tutti, ma in maniera
differente. Se dovessimo limitarci anche solo ai calciatori famosi che hanno terminato la carriera
dovremmo scrivere centinaia di testi, ma vale la pena ricordarne un paio prima di parlare dei
vecchietti in attività.
La vittoria mondiale degli azzurri in Spagna nel 1982 la conoscono in tanti, troppo rocambolesca e
iconografica per non conoscerla. Chi non c’era l’ha rivissuta attraverso i racconti di chi ha vissuto
quel mese magico o si è andato a rivedere le partite che puntualmente vengono ritrasmesse prima
di ogni mondiale. Quando il capitano della nazionale Dino Zoff alzò la coppa aveva 40 anni ed era
all’apice della fama. Quale momento migliore per ritirarsi? A 40 anni ci poteva anche stare. Non lo
fece, si ritirò l’anno successivo, quasi costretto a smettere.
Il ritiro dai campi di calcio per alcuni è un trauma che non viene superato. Si esce dai riflettori della
fama per tornare alla normalità, alla vita di tutti i giorni. Qualcuno non ce la fa, come nel caso di
Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma del secondo scudetto, morto suicida a soli 39 anni.
Molti ex calciatori restano legati al mondo del calcio diventando allenatori, anche di fama
mondiale, o dirigenti. È un po’ come trasferirsi a casa dei figli quando questi si sposano.
Tra gli addii freschi di giornata segnaliamo quello di Mario Mandžukić a 35 anni, neppure tanti a
ben vedere, ma gli infortuni che lo hanno tormentato negli ultimi anni lo hanno convinto a
smettere. Un addio suggestivo, suggellato da una commovente lettera a sé stesso.
Tra i vecchietti in piena attività di decano è senza dubbio Zlatan Ibrahimović, che alle soglie dei 40
anni continua a calcare i campi di calcio dopo avere letteralmente girato mezzo mondo e con alle
spalle una carriera invidiabile. C’è da scommettere che le quote Serie A continueranno ad
occuparsi di lui e del Milian, almeno per quest’anno. Solitamente i calciatori più longevi sono i
portieri, gli attaccanti lo sono meno, ma lui ed altri terribili vecchietti rappresentano una bella
eccezione. Fino a ora Ibra ha realizzato ben 563 gol caratterizzandosi come uno dei calciatori più
prolifici in attività. Un altro atleta ammirevole per la sua lunga carriera ma dal sapore più
proletario è Fabio Quagliarella. Con le sue 177 marcature, a ridosso dei 38 anni, Quagliarella è il
miglior realizzatore della serie A ancora in attività.
Dzeko è invece un vecchietto che se la passa decisamente bene, non è da tutti approdare all’Inter
a 35 anni come sostituto di Romelu Lukaku, ma lo spigoloso bosniaco rimane ancora un ottimo
attaccante e la sua stazza imponente in area da sempre turba i sogni dei difensori. La lista dei
vecchietti terribili è ancora lunga, una menzione, ad esempio, la merita anche il difensore laziale
Ștefan Radu che a 35 anni è il recordman di presenze tra i biancocelesti. Come non citare Gigi
Buffon? L’ex portiere bianconero e della Nazionale, a 43 anni non milita più in serie A ma è tornato
a vestire la maglia del Parma, retrocessa in serie cadetta. Un ritorno alle origini, dunque, ma non ci
sarebbe da stupirsi se ce lo ritrovassimo nella massima serie l’anno prossimo. Tra i portieri longevi,
infine, una menzione va anche Pepe Reina che alla tenera età di anni 39 è il titolare della porta laziale.

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