Delio Delio Rossi: “Osimhen e Di Lorenzo potenziali top player”

"Vi racconto il mio Gattuso dai piedi ‘fucilati’, il suo intervento su Radio CRC

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A “Il Sogno Nel Cuore”, Delio Rossi: “Osimhen ha la caratteristiche per diventare un calciatore importante. Lo stesso posso dire di Di Lorenzo. Tra i talenti da coltivare nel Napoli, non ne vedo altri così. Elmas è un buon giocatore, ma non è calciatore dominante. Non si costruisce di certo una squadra partendo da Elmas. Fu il vecchio direttore sportivo della Salernitana Giovanni Pavone a segnalarmi Rino Gattuso. Dovevamo affrontare il primo campionato di Serie A. E dovevamo sostituire Giovanni Tedesco. Pavone mi parlò di questo ragazzo che voleva lasciare Glasgow. Dove, nonostante la giovane età, guadagnava già un miliardo di lire all’anno. Mi obbligarono ad andare a Cremona, dove c’era un’amichevole tra l’Italia Under 21 e i pari età della Svizzera. Gattuso venne espulso per doppia ammonizione. Dopo 7 minuti. Oltre all’aggressività, non notai altro. Quindi non sapevo che cosa dirgli, all’incontro fissato in albergo. Si presentò con 4 procuratori più alcuni familiari. Io era già poco predisposto nei suoi confronti. Quando vidi questa scena iniziai a pensare il modo come dissuaderlo dalla scelta di venire a Salerno. Gli chiesi: ‘Chi sono tutte queste persone? Facciamo due chiacchiere in privato. A Glasgow guadagni tanto. Giochi in una squadra importante. E ti sei appena fidanzato con una ragazza ricca. E di buona famiglia. Molto probabilmente a Salerno retrocederemo. Non ti posso assicurare il posto da titolare. Chi te lo fa fare?’. Rino non ci pensò due volte e mi rispose: ‘Mister, io voglio fare il calciatore. Se la mia fidanzata mi vuole seguire, bene. Altrimenti andrò per la mia strada. Voglio tornare in A. Se lo meriterò, giocherò titolare’. In quel momento capii che Gattuso aveva le motivazioni giuste per diventare un campionissimo. Interpretava l’allenamento come se fosse la finale di Champions. Alla sua prima partita gli feci marcare Rui Costa a Firenze. Il portoghese non toccò palla. Ai miei tempi, Gattuso aveva i piedi ‘fucilati’. Ma dopo ogni allenamento si fermava con me ad affinare la tecnica. Alla fine, in carriera, ha vinto due Champions e un Mondiale. Gli auguro il meglio anche da allenatore”.

Fonte: Radio CRC

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