Napoli-Inter: Tifosi azzurri allo stadio, precauzioni giuste ma non allarmismi

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Vado o non vado? Come con un’ideale margherita, i tifosi del Napoli sembrano non lasciarsi andare al timore da Coronavirus, saranno tantissimi quelli presenti giovedì sera al San Paolo per la semifinale di ritorno in Coppa Italia contro l’Inter e la psicosi da Coronavirus non sembra influenzare più di tanto le scelte del tifo napoletano.

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«NIENTE PAURA»

«Non ho mai avuto titubanze, non vado dietro a cose così, cerco di mantenere la lucidità nonostante le tante notizie che arrivano». Paolo Micera, impiegato presso le Ferrovie dello Stato, non ci sta a frenare il suo tifo, tifoso in Curva da tanti anni tra il San Paolo e gli altri stadi d’Europa, proverà a vivere Fuorigrotta come al solito. «Con il mio gruppo di amici siamo stati anche a Brescia qualche settimana fa, lì era tutto abbastanza tranquillo, solo il giorno dopo è scoppiato tutto quindi abbiamo evitato la fase peggiore», ha raccontato.

«A parte i cori beceri della tifoseria di casa, non c’era nulla di eclatante o di preoccupante e la situazione sembrava sotto controllo. Non son d’accordo con questi rinvii del weekend, è tutto sbagliato, così si falsa un campionato. Giocare tutte le partite a maggio significherebbe alterare il calendario».


Un pensiero ricorrente questo del campionato regolare per i napoletani. «Vivo e lavoro a Roma, continuo a prendere treni e noto che siamo sempre di meno», ha aggiunto Marco Foligno, libero professionista. «Ho visto gente al San Paolo con la mascherine: non lo capisco, mi sembra francamente esagerato. Non ho dubbi per giovedì, sarò allo stadio senza alcun timore. Però accetterei le partite a porte chiuse in tutti gli stadi, sarebbe stato più lecito e sono d’accordo con Gattuso».

L’allenatore del Napoli ha lanciato l’allarme sabato, lo sa bene Lino D’Angiò, comico e tifoso che veste anche i panni di Rino dopo aver imitato con successo altri allenatori del Napoli e il presidente De Laurentiis. «Se fossi in Gattuso chiederei l’annullamento del campionato per farlo ricominciare», ha detto con un sorriso. «Non mi piegherei alla paura, ora. Se ci preoccupassimo di questa situazione dovremmo chiudere tutto, dai cinema ai teatri, invece non dobbiamo creare allarmismi inutili. È giusto che ci siano precauzioni, ma senza alterare nulla fin quando non ci saranno indicazione diverse». Fonte: Il Mattino

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