Settimana impegnativa per Insigne: Prima l’amico Balo e poi l’idolo Messi

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AMICI E COMPAGNI

E allora, si parte. Si comincia. Prima tappa domani a Brescia, sede di una trasferta delicata come sempre da un po’ di tempo a questa parte – per le note vicende di classifica -, e poi di corsa verso il Barcellona. Un inedito di coppa che vale tanto quanto la passerella con il Real di qualche anno fa. Niente male, vero Insigne? Lui con il Madrid di Cristiano ha anche avuto l’onore e il merito di mettere la firma, addirittura al Bernabeu. Ma prima di tuffarsi a capofitto nell’impresa catalana, sognando di ripetersi al cospetto di Messi, Lorenzo dovrà innanzitutto battere il suo amico Balotelli. Già, Mario: i due hanno condiviso l’amara esperienza della Nazionale italiana al Mondiale brasiliano 2014 e qualche altra parentesi azzurra, e dall’epoca il rapporto è rimasto ottimo. Con tanto di scherzi da ritiro videoregistrati e sparati in rete, e botta e risposta social. In estate, tra l’altro, Raiola offrì Balo al Napoli nel bel mezzo della caccia a un attaccante, ma la scelta del club alla fine fu un’altra (Llorente). E così domani saranno avversari a Brescia.

L’IDOLO

Faccia a faccia di ottimo profilo sia dal punto di vista calcistico, sia del rapporto umano: bella serata, insomma. Disumano, invece, sarà l’avversario che Insigne affronterà martedì al San Paolo: Messi. Leo. Incoronato di recente proprio dal capitano, nel corso di un’intervista di avvicinamento al primo atto degli ottavi di finale di Champions che per fascino, e per difficoltà, non sono da meno rispetto a quelli vissuti con il Real nel 2017: «Sono innamorato di lui come giocatore e come persona perché ammiro la sua riservatezza – disse -. Un campione dentro il campo e fuori: dopo Maradona è il più forte della storia». Chiaro, dunque, che quella in programma tra cinque giorni a Napoli sarà una notte indimenticabile, per lui. La prima, per la precisione, al cospetto di quello che in un solo concetto Lorenzo ritiene il figlio del dio del calcio: non c’era al Gamper, nel 2011, mentre un’estate fa, in occasione della doppia amichevole on the road negli States, fu Leo a disertare gli incroci di Miami e Detroit per un problema fisico. Alla fine, però, ce l’hanno fatta a incontrarsi. E d’accordo: magari gli abitanti del pianeta azzurro avrebbero volentieri evitato il Barça in Champions, considerandone la forza d’urto al di là del caos e delle polemiche che ne stanno agitando vita e vigilia, però Lorenzino non dimenticherà mai questi giorni. Le cinque giornate del napoletano del Napoli: da un amico a un idolo. Nel nome di Diego. Fonte: CdS

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