A Cuba sono 150 i bambini che sognano gridando “Forza Napoli”

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A Regla, quartiere periferico e popolare a L’Avana, a Cuba, c’è una scuola calcio in cui i bambini vestono la maglia azzurra, urlano «Forza Napoli» e cantano «Un giorno all’improvviso». La scuola ha vari nomi: da «Forza Napoli Club Habana» a «Mano de Dios Habana Regla», gli allievi sono circa 150 tra i 4 e i 15 anni e l’allenatore si chiama Domenico Luongo ed è di San Giorgio a Cremano. Ha 49 anni, è sposato con la cubana Adis Nubia, ha un passato da allenatore in Italia e lo scopo di salvare dalla strada i bambini di Regla attraverso il calcio. Il Comune ha donato un terreno alla squadra di Regla dove i ragazzini si allenano, ma perché possa nascere un campo di calcio con tutte le attrezzature c’è bisogno di fondi. Per sostenere questo progetto è partita una vera e propria maratona di solidarietà in Italia, a cominciare dai parenti di Mister Nico. «La retta è di 40 pesetos cubani, circa un euro e cinquanta, per pagare le spese del campo e il pullman per le trasferte, ma se non li hanno non cambia niente: i ragazzi fanno parte del gruppo in ogni caso. Io e mia moglie siamo molto religiosi e quando siamo venuti qui ci siamo affidati a Dio. E lui ci ha risposto. Se mi chiedono come faccio ad allenare i bambini di queste zone io rispondo che ho allenato ragazzi della periferia di Napoli: da San Giovanni a Barra, da Torre del Greco a Torre Annunziata per cui non ho timore di Regla. Il mio sogno è aiutare questi bambini e renderli persone migliori. E poi che possano diventare futuri calciatori della nazionale di Cuba. Il nostro appello è rivolto al Calcio Napoli affinché venga qui a conoscerci e sostenerci, mandando qualche allenatore per formare i ragazzi e creare un’accademia. Abbiamo ricevuto osservatori del Real Madrid, dell’Inter e della Seleçao brasiliana ma non abbiamo cambiato il nostro simbolo: qui tifiamo Napoli tutti e per sempre».
Mister Nico ha ricevuto anche il riconoscimento ufficiale come «Persona ilustre de Regla» e la sua realtà nella comunità italiana a Cuba passa di bocca in bocca. «Qui c’è fame di vita conclude Luongo e ci si emoziona per cose che in Italia si danno per scontate. Come un gol».
Il Mattino
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