Recalcati: “Allenatori, d’accordo, ma in campo ci vanno i giocatori”

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A CasaNapoli Tv è intervenuto il giornalista Chrisitan Recalcati, grande tifoso dell’Inter che ha espresso una opinione su Gattuso, neo tecnico del Napoli e sulla attuale Inter alla quale chiede più morbidezza. Le dichiarazioni su Casanapoli.net 

 

Tu tifi per l’Inter, ma ti chiedo un pensiero su Gattuso: è uno che ha gli attributi e poteva stare bene, in passato, come giocatore in qualsiasi squadra. Adesso come lo vedi come allenatore?

“A Rino Gattuso non gli si può dire assolutamente niente: è stato un giocatore del grande Milan e mi dispiace dirlo, visto che sono interista. Impossibile dire qualcosa a Rino che ha fatto parte di un centrocampo composto da veri e propri giocolieri, se vogliamo chiamarli così. Facendo tre nomi su tutti, ad esempio, c’erano Kakà, Pirlo e Seedorf, lui era quello che correva e recuperava una quantità infinita di palloni a partita. In campo non gli si può dire nulla; come allenatore, io non ho mai attribuito colpe ad Ancelotti dell’andamento non buono del Napoli, assolutamente. Per me le colpe sono di chi sta a capo di tutto il Napoli. Ancelotti, e si è visto, è stato sostituito da Gattuso e i risultati sono stati identici: non è che cambiando allenatore, cambia automaticamente tutto.

Il 90% è fatto dalla squadra, solo il 10% è fatto dall’allenatore. Faccio un esempio, non perché lo senta vicino: ma Antonio Conte, mette la grinta fuori dal mondo; perché ha un’esperienza diversa da Gattuso, e per tanti altri motivi, però il grosso lo fanno i giocatori.

Se vengono promessi determinati giocatori, premettendo che non conosco quello che è accaduto a Napoli,  nonostante si sia parlato tantissimo di James Rodrgiuez, di Icardi ed altri, ma alla fine arrivano Lozano e Llorente, si fa poco. Ancelotti può essere, come nei fatti è, uno dei migliori allenatori del mondo ma non poteva fare nulla. Idem in questo momento non può fare molto; se, invece, a Gattuso, in questo momento, gli vai a prendere Icardi, scommetto tutto quello che ho, che il Napoli migliora. Ma tanto per fare un nome a caso. A Pioli gli hai preso Ibrahimovic che è meglio di Piatek  e ti fa 4/6 punti in due partite. Prima ne avrebbe fatto zero in due partite.

Io la vedo così, l’ho sempre vista in questa maniera: è verissimo che l’allenatore conta ma chi va in campo sono i giocatori. Se giochi male e vai male, si dà la colpa sempre all’allenatore. Ma se i giocatori non sono all’altezza di una piazza blasonata come Napoli,Inter, Juve e Roma, secondo me l’allenatore conta in parte. 

Gasperini è venuto all’Inter ed è stato cacciato dopo la partita contro il Novara, persa per 3-1. Ma se gli dai 4 giocatori, anche se non conosciuti, gli ho visto dare lezioni di calcio. Ha dato una lezione di calcio alla mia squadra, ero allo stadio, giocando benissimo. Ha dato un gioco, uno stile di gioco: bisogna adattarsi all’allenatore, ma bisogna anche avere i giocatori adatti.

All’Atalanta corrono tutti, ma se gli levi la fantasia di Gomez, la bravura di Ilicic, De Roon a centrocampo che ti rompe…, l’Atalanta si trasforma in una squadra più che normale, nonostante Gasperini. Il discorso è questo: quando non aveva i giocatori che avevano questa tipologia di gioco nelle corde, e veniva all’Inter perdeva. Ed è successo veramente, non è un discorso campato in aria.

Ha trovato un gruppo con dei personaggi che stanno benissimo a Bergamo che è una piazza completamente diversa dall’Inter: hanno fatto gruppo, hanno fatto squadra e giocano veramente bene. Ci hanno messo solo tanta qualità.”

Dell’Inter si dice il meglio tra gli acquisti (Lukaku su tutti) e l’effetto Conte, a parte la Champions, tutti contenti. A te, personalmente, c’è qualcosa che non piace dei nerazzurri e che vorresti migliorare? Sembra che arriverà anche Eriksen, altro campione, ma c’è qualcosa che tu da tifoso nerazzurro e da esperto dell’Inter che proprio non ti va giù e che bisognerebbe cambiare? 

In questo momento se prendi un giornalista o un tifoso dell’Inter e gliene parli, lui ti dice che è tutto rose e fiori. Ma per un motivo semplicissimo: da rimproverare, in questo momento, c’è poco. Innanzitutto Suning, prima di una partita normalissima, come Inter-Atalanta e non Inter-Napoli o Inter-Milan o Inter-Juve, vedi uno spettacolo fuori dal mondo fatto di luci e altri giochi. Hanno creato un mondo Inter veramente bello.

Stanno facendo acquisti importanti: passare da Marotta a Conte, passando per Lukaku, Eriksen e quant’altri, alla fine stanno vincendo loro. L’Inter l’anno scorso era a 14 punti dalla vetta: pareggiava in maniera stentata in Coppa Italia. Questa volta in campionato è in lotta per le prime posizioni e ci rimarrà per diverse giornate. Bisognerà vedere come andrà l’Europa League: se si andrà avanti o se si punterà sul campionato. Ma non necessariamente per vincerlo, per cercare di arrivare più vicino possibile alla Juve. L’Interista si era abituato ad arrivare, in media, a 40 punti di distacco dalla Juve.

Non deve succedere! 40 punti è molto pesante. Lo scudetto al Napoli lo ha tolto l’Inter: quando Spalletti si è inventato Santon per Icardi. Una scelta senza senso che ha regalato lo scudetto alla Juve e lo ha tolto al Napoli. Lasciando stare quella partita, quello era l’anno, e parlo del Napoli non dell’Inter, che si poteva puntare a prendere la Juventus. Così non è stato, c’è stato un regalo da parte dell’Inter. E non mi va giù.

Il discorso è che, in questo momento, non gli si può dire nulla all’Inter. L’unica cosa è che si è creato un bunker alla Pinetina (o Centro Suning o centro Angelo Moratti). E’ invalicabile. Non si può vedere l’allenamento, non si può chiedere una maglia o un autografo o una foto. Io ho fatto la telecronaca in casa, fuori casa ed anche in Europa, durante l’Inter del “triplete“: grandi giocatori, dirigenza apposto.

Non si poteva fare quello che si voleva, però si poteva accedere più tranquillamente alla Pinetina. Adesso è un vero e proprio bunker. Ma magari hanno ragione loro: stanno facendo bene e quindi hanno ragione loro. Quella è l’unica cosa che gli si possa imputare: dare qualcosina in più a chi è interista sfegatato. Io so di alcuni ex grandi giocatori, senza fare nomi, che per assistere ad un allenamento dovevano chiedere il permesso almeno 4 giorni prima. Così non va! L’unica cosa che si può chiedere è un pochino più di morbidezza, per il resto non gli si può dire nulla”.

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