Calcio in Pillole: rubrica di U. Garofalo – Sto cercando di capire…

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Calcio in Pillole: rubrica di U. Garofalo – Sto cercando di capire…

Rabbia, tristezza e tanta frustrazione: sono questi i sentimenti di una città che ha cullato un sogno nel cuore per un’intera stagione. Un sogno che, a parer mio ma non solo, si è infranto dinanzi a situazioni che con il calcio ed i valori sportivi non dovrebbero avere nulla a che fare. Sapete cos’è che mi ha fatto realmente paura? Che il campionato sia rimasto in bilico fino all’ultimo solo per una ragione: i due rigori sbagliati da Dybala con Atalanta e Lazio nel girone d’andata. Rigori che definire dubbi è un eufemismo, assegnati tramite l’ausilio del VAR: mi spiegate come sia possibile vederci al monitor un mano in questo colpo di spalla in barriera di Petagna (foto in calce all’articolo, n.d.r.)?

Se Dybala li avesse segnati, saremmo arrivati allo scontro diretto a -7 e non a -4 e non saremmo mai stati in testa in campionato per diverse giornate.

Sto ancora cercando di capire come sia possibile che una squadra che fatica a tirare in porta in 11 vs 10 o addirittura vs 9 (vedi partita col Chievo) avrebbe fatto uno score di 29 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte (di cui una col Napoli), raggiungendo un punteggio storico di 100 punti tondi tondi.

Sto ancora cercando di capire perchè in tre match di Champions con il Real Madrid siano stati espulsi un giocatore a partita della Juventus (Cuadrado in finale lo scorso anno, Dybala all’andata ai quarti di questa stagione, Buffon al ritorno), mentre in campionato fatico a ricordare un singolo rosso per i bianconeri. Non manca solo quello clamoroso a Pjanic di sabato contro l’Inter, ma anche ad esempio quello a Liechtsteiner nella partita di Bergamo raffigurata in foto (gomitata dello svizzero sul volto di Gomez) o quello di Chiellini nel derby (pugno in faccia a Belotti). E ne ho citati solo i primi due che mi sono tornati in mente.

Sto ancora cercando di capire come sia possibile che un arbitro europeo abbia un pattumiera al posto del cuore se fischia un rigore sacrosanto contro Benatia, mentre in Italia sono tutti “sensibili” nei confronti del marocchino (di primo acchitto mi tornano alla memoria il fallo di mani in area contro l’Inter all’andata o l’inconcepihile colpo di karate ai danni di Lucas Leiva contro la Lazio al ritorno).

Sto ancora cercando di capire come il Napoli abbia perso lo scudetto dopo che:
1. esprime il miglior gioco d’Italia (quando la Juve sembra in difficoltà anche a Cagliari o Benevento);
2. non ha perso punti clamorosi con le piccole (con la Juve che invece pareggia a Crotone ed in casa della Spal);
3. ha trovato una grande solidità difensiva (nello scontro diretto a Torino zero tiri in porta subiti!);
4. è rimasto imbattuto fuori casa per quasi due anni! (e la sconfitta di Firenze sappiamo tutti come è maturata);
5. è la squadra che, con un cuore immenso, è riuscita a recuperare più punti da situazione di svantaggio;
6. è la squadra che, nonostante la stazza, segna più goal sugli sviluppi di palla inattiva (ed i campionati si vincono proprio con queste qualità);
7. si avvia a raggiungere / superare quota 90 punti!

Sto ancora cercando di capire perchè un “caso Muntari”, un “caso Iuliano”, un “caso Pjanic” capiti sempre a favore della stessa squadra, quella che dieci anni or sono veniva condannata per illeciti sportivi. Definitemi in qualunque modo, ma non complottista: perchè un calciatore esperto come Chiellini può dire “you pay” in mondovisione, il capitano della Nazionale Buffon può mandare gli arbitri a mangiare le patatine ed io sarei un fascinoroso?

Stavo cercando di capire, ma la verità è che ho capito fin troppo bene…

Calcio in Pillole, rubrica a cura di Umberto Garofalo

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