ESCLUSIVA – F. Montervino: “Il successo contro il Chievo Verona è di buon auspicio per le sette finali scudetto”

All'interno l'intervista all'ex calciatore del Napoli

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ESCLUSIVA – F. Montervino: “Il successo contro il Chievo Verona è di buon auspicio per le sette finali scudetto”

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Il finale di stagione di campionato dove la lotta scudetto contro la Juventus è un argomento che sta infiammando la piazza di Napoli. Senza contare la sfida di domani alle ore 15,00 contro il Milan di Gattuso che ha sempre un certo fascino, c’è insomma da gustare il tutto davanti al divano. Di questo ma anche del momento degli azzurri ne abbiamo parlato con l’ex calciatore dei partenopei Francesco Montervino in un’intervista a “ilanpolionline.com”.

Domenica il Napoli ha effettuato una grande rimonta contro il Chievo Verona. Da ex calciatore vittorie di questo genere quanta adrenalina ti danno per il finale di stagione? “Non si vedeva da una vita un finale come quello contro i clivensi (ride n.d.r.) e credo che a prescindere dal gioco che la squadra di Sarri esprime, gli ultimi minuti di domenica sono dettati dalla forza di volontà dei calciatori. Io credo che questi tre punti siano dettati dal volere a tutti i costi un obiettivo e viene dalla volontà caratteriale dei singoli giocatori. Un altro aspetto è che è venuta fuori da quei calciatori poco impiegati e quindi hanno dato tutto per uscire da un momento che a livello mentale sarebbe stato devastante in caso di non vittoria. Il mister ha avuto il merito di aver trasmesso ai calciatori questo tipo di mentalità”.

Come ti spieghi i fischi di una parte del pubblico nei confronti di Lorenzo Insigne. Dopo il pari di Milik, il ragazzo di Frattamaggiore ha risposto zittendoli, tu che ne pensi? “Io credo che sia dettato dal fatto che Lorenzo sia napoletano ed essere profeti in patria non esistono mai e poi lui si sa è un ragazzo istintivo. Sicuramente lui ha reagito, sbagliando, in quel modo, ma avrebbe voluto un sostegno in un momento non facile come quello contro il Chievo Verona. A volte quando sei in campo sei ofuscato dalla tensione dal momento della partita ma con il passare del tempo la sua reazione è stata prima capita e poi accantonata”.

Il gol di Diawara all’ultimo respiro potrebbe essere quella molla che ti spinge verso queste sette finali scudetto? “In effetti una botta come quella di domenica contro il Chievo Verona potrebbe avere effetti devastanti. Dopo il pari contro il Sassuolo ci si attendeva una risposta da parte del Napoli e a mio avviso è arrivato nel migliore dei modi. Credo che sia stato davvero ottima, non perché si è vinto con il gioco, ma grazie al carattere, aspetto che la compagine di Sarri non aveva ancora tirato fuori. Se tutto ciò arriva nelle gare che contano e nel finale di stagione, allora è un segnale confortante, perché vuol dire che darà filo da torcere alla Juventus fino alla fine. E’ chiaro che si vincerà o meno il titolo questo non lo possiamo ancora sapere ma questi sono segnali incoraggianti quelli visti contro i clivensi”.

Domani ci sarà la sfida a San Siro contro un Milan che dovrà rinunciare a Romagnoli e Bonucci. A tuo avviso sono assenze che potrebbero favorire gli azzurri? “Sicuramente sono due assenze pesanti, visto che sono i centrali titolari del Milan di Gattuso, senza contare che sono due calciatori di spessore. Bonucci è un giocatore di personalità e che nel Napoli farebbe la differenza a livello caratteriale. C’è da dire anche che la fase difensiva con l’arrivo di Gattuso è migliorata davvero tanto, la qualità in questi casi la fa il singolo. La squadra di Sarri potrà sfruttare queste assenze ma è una sfida che andrà presa con le molle per ottenere quei tre punti che ti terrebbero in scia alla Juve”.

Il Milan è una squadra che ci porta ad un precedente davvero importante. Il Napoli di Reja vinse per 3-1 e in uno dei tre gol c’è un tuo assist per Garics, ci racconteresti quella sfida al San Paolo? “Mi ricordo che quello fu il primo anno del Napoli in serie A dopo tre anni da C e la serie B e in quella partita contro il Milan il successo ci portò alla conquista dell’Intertoto. Dopo 14 anni tornare in Europa fu un risultato a dir poco strepitoso. Aver fatto parte di quella partita, in quella giornata avevo compiuto 30 anni, mi ricordo cross con il piede mancino, evento raro per quanto mi riguarda, mi aveva riempito il cuore d’orgoglio. Mi auguro che quella giornata trionfale sia di buon auspicio per la sfida di domenica a San Siro”.

Intervista a cura di Alessandro Sacco

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