Calcio in Pillole: rubrica a cura di U. Garofalo – Il calabrone Dries

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“La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso”. L’aforisma, tra i più popolari del ventesimo secolo, sembra avere applicazioni calcistiche nello scacchiere tattico di Sarri. L’ex tecnico dell’Empoli, infatti, è stato costretto ad abbandonare lo sfortunato ariete Milik, per affidarsi al pungente calabrone Mertens. Uno come Dries, a detta della scienza, il ruolo di centravanti non lo può proprio ricoprire: la sua statura, il suo fisico minuto, la probabile mancanza di killer istinct lo rendono facile preda delle difese avversarie. Quantomeno, così avrebbero dovuto. Ciro, come lo chiamano affettuosamente i napoletani, non ha voluto sentir ragioni: con le sue armi atipiche per una punta, in un gioco partenopeo atipico per il contesto italiano, ha imparato a volare in area di rigore con la leggiadria di un falco pellegrino. Dopo un breve ed inevitabile periodo di rodaggio (quattro partite dello scorso campionato, da Napoli-Empoli ad Udinese-Napoli), Mertens si è trasformato in una macchina da goal: solo in Serie A, sono stati 25 i centri in 21 partite da titolare nella scorsa stagione, conditi da 9 assist per i compagni. Con la nuova annata, sono 9 le reti e 3 gli assit in 9 gare da titolare in Serie A, mentre sono 2 i goal e 3 i servizi vincenti in 5 match di Champions League. In totale, quindi, sono 34 i sigilli in campionato in 30 partite giocate da centravanti: se si trattasse di un unico torneo, a Dries basterebbero 3 goal in 8 partite per battere il record di marcature raggiunto da Higuain due stagioni or sono. Oltre ai numeri individuali, oltre alle grottesche valutazioni scientifiche, c’è però di più: Mertens è in completa simbiosi con l’ambiente azzurro ed i record personali vanno a braccetto con quelli del club. Dalla sua metamorfosi in centravanti, infatti, il Napoli ha raccolto 86 punti su 97 a disposizione, frutto di 27 vittorie, 4 pareggi ed 1 sola sconfitta (contro l’Atalanta al San Paolo). Fuori casa, con maggiori spazi a disposizione, il ciuccio non perde precisamente da un anno (dal 29 ottobre 2016 allo Juventus Stadium) e vince da 9 gare di fila (contro Inter, Torino, Sampdoria, Verona, Bologna, Lazio, Spal, Roma e Genoa). Difficile, insomma, trovare altre parole per descrivere il Napoli e Mertens, capace oltretutto di colpi di matrice maradoniana. Quelli contro Lazio e Genoa sono frammenti d’arte che nessuna prima punta in Europa può riprodurre. Ironico, se ripensiamo all’aforisma con cui abbiamo aperto la nostra chiacchierata: “la struttura fisica di Dries, in relazione al suo peso, non è adatta al ruolo, ma lui non lo sa e segna lo stesso”.

Calcio in Pillole, rubrica a cura di Umberto Garofalo
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