Maradona apostrofa pesantemente Veron: “E’ un traditore”

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N on c’è pace in casa albiceleste. Non bastassero il terremoto istituzionale, con conseguente commissariamento della federcalcio (Afa), e gli choc causati dall’ennesima finale persa e dagli addii di Messi e Martino, è Maradona a gettare ulteriore benzina sul fuoco scagliandosi contro tutti i dirigenti federali. Accuse e veleni soprattutto nei confronti di Juan Sebastian Veron, a cui è stato affidato il compito di individuare e negoziare con il futuro staff tecnico albiceleste: «Veron è un traditore che si atteggia a dirigente. Uno con cui non voglio più avere nulla a che fare», ha tuonato il “Diez” martedì sera al termine di una bollente riunione nella sede dell’Afa insieme agli ispettori inviati dalla Fifa.

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PORTE CHIUSE – Lo sfogo di  nasce dal rifiuto a ogni proposta avanzata in quella riunione che avrebbe dovuto porre le basi per la rinascita della Seleccion e di tutto il calcio argentino. Presente in qualità di supervisore per conto della Fifa (incarico conferitogli dal presidente Infantino), Maradona ha detto la sua, ha presentato una lista di nomi per il futuro staff tecnico albiceleste (tra cui numerosi ex compagni campioni del mondo), e si è anche candidato come vice di Julio Olarticoechea ai Giochi di Rio. Nulla da fare. Il “no” è stato secco e unanime, Veron compreso. «Si vuole ripartire con un colpo di spugna, facendo finta che non sia accaduto nulla. Non c’è più Grondona, ma – ha accusato Maradona ­ continua la mafia grondonista». Secca la reazione del Veron: «Non so a cosa si riferisca Maradona. Ciò che dice è poco serio e non m’interessa. Le sue parole sono di scarsa rilevanza».

MESSI  – Molto ruota intorno a Leo Messi, che non ha ancora deciso di tornare a giocare con l’Albiceleste e che secondo «The Sun» flirta con il Chelsea. Secondo il tabloid britannico l’asso argentino potrebbe lasciare il Barcellona e pochissimi, anzi forse solo uno, possono permettersi il fuoriclasse mancino. Il nome ovviamente è quello dell’imprenditore russo Roman Abramovic, proprietario del club londinese, che dieci giorni addietro avrebbe incontrato il padre di Messi, Jorge Horacio, che è anche l’agente del calciatore, per fare un primo sondaggio.

Fonte: gasport

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