Mertens, l’ex Napoli ancora a secco e per Fabian solo una da titolare

Sembrava la fine del mondo quando, una alla volta, come nei “Dieci Piccoli indiani” Ospina, Mertens, Insigne, Koulibaly, Ghoulam e prima ancora Manolas cadevano sotto i colpi delle scelte e le strategie di De Laurentiis. Un nuovo inizio per il Napoli, un altro inizio per quelli che sono andati via. Non proprio degli inizi esaltanti, a dire il vero. Ecco, sembrava una specie di fine del mondo calcistico, ribellioni social, raccolta di firme, promesse di disamore eterno. In effetti, quelli della vecchia guardia sono stati una specie di sigla di garanzia, quasi una società per azioni, più che altro per distruggere le squadre avversarie. Un distacco doloroso, in pratica la chiusura di un’epoca. Ma per molti, anche una caduta nell’oblio.

Prendete, per esempio, Ospina: ha deciso che non c’erano condizioni per aprire a un rinnovo al ribasso con il Napoli, ha puntato i piedi e alla fine, adesso, è finito all’Al Nassr. Per carità, Riad è la nuova Eldorado del calcio moderno, ma il campionato saudita è fuori dai radar pure in Asia. Ma lui ha deciso di chiudere così la sua carriera, puntando alla serenità e mettendo da parte lo stress. E Manolas? Venne accolto a dicembre all’Olimpiakos come un eroe greco di ritorno da una missione divina: 14 presenze e ora la firma per lo Sharjah Cultural e il campionato degli Emirati Arabi che lo attende. Fonte: Il Mattino

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